TRENTO. Maurizio Fugatti accoglie con soddisfazione le conclusioni dell'avvocato generale della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sul ricorso presentato dall'Italia contro i limiti al traffico pesante imposti dall'Austria lungo l'asse del Brennero. Per il presidente della Provincia autonoma di Trento si tratta di un passaggio fondamentale che riconosce l'illegittimità di gran parte dei divieti unilaterali introdotti dal Tirolo, responsabili negli anni di pesanti ripercussioni sul trasporto delle merci e sull'economia del Nord Italia e dell'intero mercato europeo.

Fugatti ha ringraziato il Governo e in particolare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per aver promosso il ricorso davanti alla Corte UE. «Le conclusioni dell'avvocato generale rappresentano un passo avanti fondamentale e atteso. Viene finalmente messa nero su bianco l'illegittimità di gran parte di quei divieti unilaterali che per anni hanno strangolato il corridoio del Brennero, creando pesantissimi disagi logistici ed economici non solo alle nostre imprese, ma all'intero sistema del Nord Italia e dell'Europa intera», ha dichiarato.

Secondo il presidente della Provincia, il parere dell'organo europeo, che considera contrari al diritto comunitario il divieto di transito notturno, quello settoriale e quello invernale lungo le autostrade A12 e A13 in territorio austriaco, restituisce centralità a un collegamento strategico per i trasporti europei. Fugatti sottolinea che decisioni unilaterali di questo tipo finiscono per compromettere la competitività dei territori e provocano ricadute dirette anche sul Trentino, dove il traffico viene spesso deviato sulla viabilità ordinaria con inevitabili congestioni.

Pur esprimendo soddisfazione per la bocciatura dei tre principali divieti, il presidente provinciale invita però alla prudenza sul sistema di dosaggio dei mezzi pesanti, il cosiddetto "contagocce". L'avvocato generale ne ha infatti ritenuto legittima l'applicazione, un aspetto che continua a preoccupare Piazza Dante. Per Fugatti anche questa misura rappresenta un ostacolo alla fluidità del traffico e alla gestione dell'Autostrada del Brennero. Da qui l'auspicio che la futura sentenza definitiva della Corte possa rafforzare ulteriormente la tutela della libera circolazione delle merci, favorendo una gestione condivisa, coordinata e digitalizzata del corridoio del Brennero tra gli Stati interessati.