PHOTO
TRENTO. La tragica morte del giovane boscaiolo nei boschi della Val di Fiemme ha provocato la sdegnata reazione dei sindacati.
Scrive il segretario generale della Uil, Walter Alotti: «E’ di queste ultime ore l’ennesimo tragico dramma di un boscaiolo rumeno morto sul lavoro in ambito boschivo in Val Sadole, a Ziano di Fiemme. Esprimiamo profondo cordoglio alla famiglia ed ai compagni di lavoro del giovane Florin ed al contempo risollecitiamo il Comitato provinciale di coordinamento per la salute e sicurezza, che proprio ieri ha fatto il punto sulla situazione sicurezza e regolarità sul lavoro ad adottare nuove misure e diversa organizzazione della prevenzione e controllo degli infortuni sul lavoro.
La Uil chiede da tempo una svolta nelle modalità di prevenzione sul territorio degli infortuni sul lavoro, ma spesso cozziamo contro un “muro di chiacchere”, o ci troviamo a dibattere il problema con chi riconduce il tragico fenomeno (13 morti sul lavoro nel 2024, quasi il doppio del 2023 e più dell’17% di infortuni denunciati in Trentino fino a luglio) solo alla superficialità dei lavoratori nell’espletamento del proprio lavoro o nei variati “stili di vita” delle nuove generazioni di lavoratori.
Certo siamo convinti che la diffusione, fin dall’età scolare, di una cultura della sicurezza resta una stella polare per la soluzione del problema nel lungo periodo, e anche la Provincia di Trento comincia a coinvolgere Istituti scolastici e studenti in programmi di sensibilizzazione con al centro il lavoro e la sicurezza sul lavoro.
Risollecitiamo la Giunta ad esaminare e mettere in pratica la proposta concreta e specifica lanciata ormai tre anni fa dalla UIL del Trentino riguardo alla sicurezza del lavoro forestale, con un più forte coinvolgimento del Corpo Forestale provinciale nel controllo del territorio boschivo, anche per l’aspetto della sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro. L’Assessore Spinelli a suo tempo ne aveva colto l’originalità, si era impegnato a verificarne la fattibilità, ma non abbiamo più avuto un concreto riscontro, né da lui, né dal Presidente Fugatti, che guida e dispone del Corpo forestale provinciale, in questo frangente probabilmente concentrato sulla questione orsi».
Interviene anche Paolo Capone, Leader del sindacato autonomo UGL: “Siamo sconvolti e indignati per l’ennesima tragedia che si è consumata oggi a Ziano di Fiemme, in cui ha perso la vita un giovane boscaiolo mentre stava lavorando nei boschi. È necessario fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente e determinare le negligenze e le violazioni delle norme di sicurezza che sicuramente hanno generato questa tragedia sul lavoro. L’UGL si stringe alla famiglia e alla comunità della vittima che da oggi deve fare i conti con una perdita dolorosa. È prioritario investire sulla sicurezza che significa potenziare i controlli, promuovere una cultura della sicurezza e avviare la formazione fin dalle scuole. Crediamo, inoltre, che sia necessario inasprire le sanzioni per chi viola le norme. È indispensabile costruire un sistema che offra maggiori tutele ai lavoratori per arrestare la strage quotidiana di lavoratori”.


