TRENTO. Una piazzetta gremita di persone ha accompagnato, giovedì sera, la prima serata di “15salutiamo?”, l’evento con cui la Bookique si prepara a chiudere definitivamente la propria esperienza dopo quindici anni di attività. Il caffè letterario della Predara, inaugurato nel 2011, abbasserà le serrande sabato sera al termine di tre giorni di appuntamenti che stanno richiamando amici, artisti, associazioni e frequentatori storici di uno dei luoghi culturali più conosciuti della città.
 

La chiusura segna la fine di una realtà che negli anni è diventata un punto di riferimento per la musica indipendente, l’associazionismo, la partecipazione giovanile e il dibattito culturale. Prima sotto la guida di Marco Rosi e successivamente di Bookique, l’ultimo abbraccio: folla alla festa finale prima della chiusura Serena Tomasi, la Bookique ha ospitato concerti, incontri, spettacoli, iniziative sociali e momenti di confronto, contribuendo anche alla riqualificazione dell’area tra Torre d’Augusto e San Martino. Proprio Serena Tomasi, salutando il pubblico durante la serata inaugurale, ha ringraziato le centinaia di persone presenti per il sostegno ricevuto in questi anni.
 

Il programma dell’addio proseguirà oggi, 12 giugno, con il corteo della Murga Trentinerante da piazza Duomo a via San Martino, seguito dall’Aperidrag con Donna Mimma e dai concerti di Hålo, The Niro e Bob and the Apple, gruppo che proprio alla Bookique tenne uno dei suoi primi live. Domani, sabato 13 giugno, sarà invece il momento dell’asta “Pezzi di Boo”, dedicata ai cimeli che hanno accompagnato la storia del locale, oltre agli spettacoli musicali che chiuderanno la manifestazione.
 

Tra gli ospiti più attesi dell’ultima giornata ci sarà anche Omar Pedrini, ex leader dei Timoria e amico storico della Bookique, chiamato a salutare una realtà che ha lasciato un segno nella vita culturale cittadina. Per il sindaco Franco Ianeselli e la vicesindaca Elisabetta Bozzarelli, la Bookique ha rappresentato un luogo capace di unire generazioni e sensibilità diverse. Un’esperienza che si conclude, ma che lascia in eredità alla città un patrimonio fatto di relazioni, partecipazione e iniziative culturali. (foto Facebook)