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A breve scadenza la montagna di Trento diventerà un centro turistico invernale ed estivo di prima grandezza. È facile profetizzarlo quando, alla base, possiamo contare su iniziativa privata o comunale che si concretano su tre progetti, già allo studio, e che diventeranno esecutivi entro due anni: 1) la costruzione di due nuove seggiovie che, partendo dalla conca delle Viotte, serviranno la vetta del Palon rispettivamente la vetta di Cima Verde; 2) la sistematizzazione del tronco terminale della strada militare che completerà l'allacciamento della conca delle Viotte alla statale della Gardesana, a valle di Lagolo; 3) la costruzione di un moderno complesso alberghiero, che nella solatia conca delle Viotte, riparata dai venti, troverà una sistematizzazione invidiabile.
E' da dire però che in linea burocratica (per la nota residenza nella zona di reparti militari) vi sono tuttora ostacoli da superare. La questione è ancora all'esame. I progetti ora menzionati hanno trovato sviluppo in seguito a una serie di considerazioni veramente lusinghiere.
Che cosa ha contribuito a trasformare in meglio il Bondone, in questi ultimi 10 anni? La risposta è semplice: i moderni impianti meccanici di risalita; una bellissima strada di allacciamento con la città; la migliorata attrezzatura alberghiera; la possibilità di parcheg-giare agevolmente gli autoveicoli. Che cosa ha contribuito a «lanciare» il Bondone su scala nazionale?
Innanzitutto la «terribile nevicata» (fra l'altro teletrasmessa) con la quale il Bondone ha accolto gli affaticati corridori del più clamoroso «Giro d'Italia»; ma essenzialmente l'efficienza degli impianti seggio-scioviari (3400 persone-ora); i quali impianti, anche nelle «giornate piene», non costringono gli sciatori a fare tediosissime «code»; i quali impianti, ancora, sono accessibili (questo è un motivo fondamentale della « reclame » fatta intorno al Bondone) alle tasche del cittadino medio.
Oseremo dire, anzi, che proprio la questione dei «prezzi» e della mancanza di «code» davanti agli impianti hanno fatto della montagna di Trento il centro turistico invernale più frequentato di tutto l'arco alpino. Vale la pena di aggiungere, a questo proposito, che nel giro di tre anni è aumentato del 40 per cento il numero degli sciatori che prediligono il Bondone; il che conferma quanto abbiamo esposto.
Posto dunque che ogni anno gli sciatori aumentano di numero (e di esigenze) era necessario pensare di passare senza indugio alla fase esecutiva dei progetti intesi a sfruttare e valorizzare tutto il complesso del Bondone, tanto più che esso offre piste particolarmente adatte agli sciatori in quanto «aperte», senza ostacoli e quindi senza pericoli.
Quindi la notizia della prossima realizzazione dei tre progetti menzionati è stata salutata con entusiasmo, sia dagli sciatori come dagli enti che nello sviluppo turistico del Bondone vedono implicitamente aumentare il benessere della città.


