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TRENTO. «La sanità trentina non può permettersi di aspettare Godot». A dieci giorni dalla manifestazione del primo settembre, i sindacati tornano all'attacco e annunciano la possibilità di forme di protesta più incisive se dalla Provincia non arriveranno risposte. A firmare il comunicato unitario sono Anaao Assomed Provincia autonoma di Trento, Fp Cgil Trentino, Cimo, Fesmed, Cisl Fp Trentino, FeNALT, Nursing Up e Uil Fp del Trentino.
Al centro della vertenza restano i problemi informatici che negli ultimi mesi hanno interessato il pronto soccorso e diversi servizi sanitari, ma per le organizzazioni sindacali i guasti rappresentano soltanto la parte più evidente di difficoltà molto più profonde. Le sigle indicano tra le criticità una governance ritenuta debole, l'assenza di una strategia per gestire l'invecchiamento del personale, il sottorganico, il rischio di burnout e l'esternalizzazione della gestione informatica, che secondo i sindacati ridurrebbe la capacità dell'Azienda sanitaria di intervenire direttamente nelle emergenze.
Dopo la mobilitazione del primo settembre, spiegano i sindacati, ci si attendeva che questi temi venissero calendarizzati e affrontati in un confronto specifico. «Non è arrivato nulla», sostengono le otto sigle, contestando le dichiarazioni dell'assessore competente e lamentando la mancata convocazione di un tavolo. Nel mirino finiscono anche quelle che vengono definite «alchimie politiche legate alla tenuta della giunta provinciale», che secondo i firmatari non possono condizionare le risposte ai problemi della sanità.
I sindacati ricordano inoltre le difficoltà quotidiane di chi lavora sotto organico, il tema delle aggressioni al personale e le conseguenze dei disservizi sui pazienti. Per questo chiedono ora di alzare il livello del confronto: non più soltanto un'interlocuzione con l'assessore, ma un incontro diretto con il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti. «Una vertenza che investe la tenuta dell'intero sistema sanitario provinciale non può essere delegata», affermano.
La posizione delle organizzazioni è netta: «Siamo ormai al teatro dell'assurdo». E arriva anche l'avvertimento alla Provincia: senza risposte, Anaao Assomed, Fp Cgil, Cimo, Fesmed, Cisl Fp, FeNALT, Nursing Up e Uil Fp sono pronte a intensificare la mobilitazione. In gioco, sottolineano, ci sono «la tenuta della sanità pubblica trentina, la salute dei cittadini e la dignità di chi, ogni giorno, la tiene in piedi».


