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TRENTO. «Non avrei mai pensato che a Trento potesse accadere una cosa simile. Più che paura ho provato stupore, colpire la fiaccola olimpica è un gesto assurdo che dimostra grande ignoranza: si tratta di un simbolo universale, un simbolo di pace». Eleonora Berlanda è triste e amareggiata dopo il blitz degli anarchici che le hanno quasi strappato la fiaccola dalle mani. Quella che doveva essere una festa ha rischiato di diventare una pessima serata.
Sono stati attimi di tensione verso le 19,30 in via Mazzini. Quando la fiaccola olimpica si trovava ormai nei pressi di piazza Duomo un gruppetto di anarchici ha aggredito la carovana dei tedofori. In quel momento la fiaccola era stretta nella mano di Eleonora Berlanda, mezzofondista trentina campionessa d’Italia sui 1.500 metri che da pochi istanti l’aveva ricevuta dal presidente del Coni provinciale Giorgio Torgler. I quattro anarchici hanno fatto perdere l’equilibrio all’atleta cercando di sottrarle la fiaccola dalle mani.
«Ho visto un po’ di movimento dietro alcuni striscioni ma non pensavo che qualcuno potesse arrivare al punto di aggredirmi. I ragazzi che avevo a fianco sono subito intervenuti in mio aiuto. Inizialmente ho cercato in tutti i modi di resistere ma quando la fiaccola si è rovesciata e ho rischiato di ustionarmi non ho potuto far altro che mollarla».
Nella ricostruzione dell’episodio, Eleonora Berlanda sottolinea di essere stata aggredita «da una persona sola, non so se ce ne fossero altre. Mi ha storto il polso, ho dovuto mollare la fiaccola per non rischiare di cadere».
Di aver paura non ne ha avuto il tempo: «Per fortuna - prosegue - sono riuscita a mantenere l’equilibrio senza cadere a terra. La fiaccola è stata immediatamente recuperata e così ho potuto riprendere il viaggio. Non sono nemmeno riuscita a reagire, sono stata colta di sorpresa, sinceramente non avrei mai creduto che potesse accadere una cosa simile. È un peccato perché hanno rischiato di rovinare tutto. Devo veramente ringraziare i ragazzi che stavano al mio fianco che sono intervenuti prontamente cercando di proteggermi e recuperando la torcia».
Un’Eleonora Berlanda, quindi, sollevata, che non ha riportato alcuna ferita. «Inizialmente ho avuto la tentazione di reagire, la forza e l’adrenalina c’erano. Però ho pensato che in quel momento stavo portando un simbolo di pace, reagire non sarebbe stato bello. Per fortuna nonostante questo incidente di percorso la fiaccola è arrivata in piazza Duomo, questa è la cosa più importante».
In precedenza un altro incidente aveva rallentato la marcia della fiaccola. Verso le 19 nei pressi della Chiesa di Santa Maria Maggiore i no-global della Tana di Trento hanno occupato la sede stradale impedendo alla carovana pubblicitaria di proseguire il suo cammino. «La fiaccola è un simbolo di fratellanza e di pace - ha spiegato il leader Federico Zappini facendo passare il tedoforo - non così tutto ciò che il mondo degli interessi e degli affari vuole legare allo spirito olimpico».
Zappini si dissocia però da quanto poi accaduto ad Eleonora Berlanda: «Noi - dice - non contestiamo la fiaccola ma lo svilimento delle Olimpiadi a puro fatto commerciale e speculativo per le multinazionali».
Il gesto degli anarchici è stato duramente stigmatizzato dal presidente del Comitato organizzatore dei Giochi ed ex sindaco di Torino Valentino Castellani: «Un attacco inqualificabile» lo definisce Castellani che aggiunge: «Condivido i sentimenti della tedofora Eleonora Berlanda e ci tengo a esprimerle la solidarietà del Toroc e di tutti coloro che lavorano per promuovere lo sport e i valori olimpici. Le sue parole sono la risposta migliore a questi attacchi inqualificabili e che non hanno trovato consenso in nessuna città italiana. Voglio anche ringraziare il team degli escort runner che ha protetto la tedofora, reagendo con prontezza all’attacco teppistico». L’episodio accaduto ha stabilito un primato: per la prima volta nella storia dei Giochi la fiaccola olimpica è stata scippata, e poi subito recuperata.
Sinora il simbolo della pace era stato oggetto di contestazioni a Genova, dove il sacro fuoco di Olimpia era stato addirittura spento precauzionalmente ma anche a Jesi, a Bologna e a Modena. E nei prossimi giorni la tensione rischia ancora di crescere quando la fiaccola dovrebbe passare per i paesi della Val Susa i cui abitanti sono contrari alla realizzazione del treno ad alta velocità. Hanno annunciato contestazioni. Povera fiaccola, poveri Giochi.


