PRAGA - Vispo come un ragazzino che sta combinando una delle sue, «eccitato» (sono sue parole) perché sta per partire «una nuova grande avventura», Bill Gates è arrivato ieri a Praga per lanciare il suo programma Euroscience, tutto concentrato sulla grande sfida di domani: combinare le scienze e la tecnologia informatica con le scienze biologiche e fisiche, l'ingegneria e l'agricoltura.


«Trento sarà il nostro avamposto europeo», ha detto ieri in pompa magna il patron di Microsoft, alla presenza dei ministri Letizia Moratti e Lucio Stanca. «Li progetteremo il futuro, sia quello dell'informatica che quello della scienza della vita». Trento - ha aggiunto Bill Gates - offre condizioni per noi speciali, un’università di informatica di grande livello, un governo locale che investe molto nella ricerca un ambiente adatto per sviluppare un centro di ricerca come quello che vogliamo realizzare. II 21° secolo sarà il secolo della biologia, il centro di Trento segnerà l’inizio di questi percorso».


Bill Gates, perché avete scelto Trento per il primo istituto al mondo di bioinformatica?


È un ambiente adatto. C'è un'università di grande livello e con professionalità riconosciute. Ci sono cervelli e intelligenze vivaci. Si sta facendo ricerca di livello nel campo delle biotecnologie. E poi c'è una forte attenzione alla ricerca da parte del governo locale. Oltre ad un contesto ambientale favorevole per iniziative come questa. Contiamo molto su Trento per creare reti d'intelligenze.


Che tipo di ricerca farete nel Centro di Trento?


Obiettivo del nuovo centro sarà sfruttare le teorie e le tecnologie sviluppate negli ultimi anni dalle scienze computazionali come chiave di volta per migliorare e supportare la ricerca medica e biologica. Questo nuovo approccio è in grado di spingere le aziende farmaceutiche e biomediche a utilizzare strumenti innovativi e scoprire nuove sinergie utili alla ricerca applicata. Allo stesso tempo permetterà di trovare nella biologia nuovi paradigmi computazionali in grado di portare ulteriori sviluppi nel campo delle scienze informafiche.


Concretamente, chi si potrà avvalere dei progressi scientifici del Centro di Trento?


È la via alla medicina personalizzata. Applicando l'informatica alla medicina si potranno realizzare medicine su misura. I nuovi strumenti ci daranno la possibilità di trattare milioni e milioni di dati per ogni individuo. Presso il centro di Trento i ricercatori si occuperanno della creazione di una nuova generazione di strumenti di calcolo che permetteranno a biologi ed altri operatori delle scienze biologiche di comprendere meglio e prevedere processi complessi dei sistemi biologici. Ciò porterà a nuove e più avanzate conoscenze sull’origine delle malattie, nuove terapie e migliori vaccini.


Si collegherà in qualche modo con la fondazione che porta il suo nome, per la lotta all'Aids e alla povertà nel mondo?


Formalmente no, non c'è una connessione precisa. Però il sogno è lo stesso, contribuire a migliorare le sorti dell'umanità, a vincere le malattie, a intervenire per sconfiggere la povertà, utilizzando i ritrovati della ricerca e l'applicazione multidisciplinare delle scienze, unendo informatica a biologia.


Qual è la percentuale di risorse che investirà Microsoft nel centro di Trento?


Il 60% di capitale pubblico, da parte del governo italiano e della Provincia autonoma di Trento. E il 40% sarà investito da Microsoft. Ma il problema non sono gli investimenti, ma i cervelli. Quella è la vera risorsa che dobbiamo mettere in campo.


Come avverrà la selezione dei ricercatori?


Molti, almeno inizialmente. verranno da Cambridge e dagli Stati Uniti. Ma poi effettueremo congiuntamente con l'Università di Trento una selezione con bandi internazionali aperta a giovani di tutto il mondo. Personalmente comunque credo che in Italia vi siano università e centri di ricerca di valore, sia nel campo dell'informatica che delle scienze della vita. E a Trento in particolare sono già stati ottenuti risultati sorprendenti come la mappatura del genoma della vite.


La proprietà intellettuale dei risultati scientifici a chi andrà?


Vedremo di volta in volta. Sarà determinata caso per caso. Stipuleremo accordi e convenzioni per la cessione e l'utilizzo dei ritrovati della ricerca. Perché è vero che obiettivo della ricerca è quello di creare proprietà intellettuale, ma si deve puntare anche a migliorare le conoscenze umane e a far ritrovare insieme ricercatori di eccellenza che possano dare un contributo importante a far crescere l'umanità, a migliorare la medicina, l'agricoltura, l'ambiente in cui viviamo.


Studiando le leggi della natura, pensate di trarre indicazioni anche per migliorare i vostri sistemi informatici?


Questo è il secondo nostro grande scopo del centro di Trento. Studiare la natura per innovare l'informatica. Ricopiare i modelli degli organismi viventi e trasferirsi ai sistemi informatici. Sarà un forte passo avanti anche per l'informatica.