Bestemmiare in pubblico può comportare una sanzione da 51 a 309 euro. A riportare l'attenzione su una norma forse poco conosciuta è il Codacons, che chiede ora di sapere quante multe vengano effettivamente comminate in Italia e quanto la disposizione trovi concreta applicazione.

Il riferimento è all’articolo 724 del Codice penale, che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria per chi pubblicamente bestemmia con invettive o parole oltraggiose contro la Divinità. La bestemmia non costituisce più un reato: la condotta è stata infatti depenalizzata con il decreto legislativo 507 del 1999 e dal 2000 è un illecito amministrativo.

Il Codacons chiarisce di non chiedere l'introduzione di nuove sanzioni, ma l'applicazione di quelle già previste dall'ordinamento. «Vogliamo sapere quanto una disposizione tuttora presente nel nostro ordinamento venga effettivamente applicata. Una norma vigente non può essere trattata come se non esistesse», afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale dell'associazione.

Da qui la richiesta rivolta alle autorità competenti di rendere pubblici i dati sulle violazioni dell'articolo 724 contestate negli ultimi anni e sul numero delle relative sanzioni. Per Tanasi, la questione riguarda la certezza delle regole: se la disposizione deve rimanere nell'ordinamento, sostiene, deve essere applicata nei casi previsti; diversamente, si dovrebbe discutere della sua permanenza.

Non è la prima volta che il Codacons interviene sul tema delle bestemmie in pubblico. L'associazione ricorda due episodi risalenti al 2004, quando presentò esposti alla Procura di Roma per bestemmie pronunciate durante i reality televisivi “La Fattoria” e “Grande Fratello”.

A oltre vent'anni di distanza, l'associazione torna dunque alla carica. «Non vogliamo avviare una caccia a chi usa un linguaggio volgare né entrare nelle convinzioni religiose o personali dei cittadini», precisa Tanasi. L'obiettivo dichiarato è ottenere trasparenza sui numeri: sapere quante volte la norma venga contestata e quante sanzioni siano realmente applicate.