TRENTO. Una benedizione delle moto ripensata, con al centro la sicurezza e non solo il rito. È la proposta avanzata da un gruppo di cittadine e cittadini appartenenti a diverse associazioni, che hanno scritto al presidente del Moto Club Trento Asd, Gianfranco Borgogno, dopo l’evento dello scorso 12 aprile.
Nella lettera i firmatari condividono le parole del presidente sul valore della sicurezza stradale, ma segnalano anche comportamenti ritenuti pericolosi osservati durante la giornata: gruppi di motociclisti a velocità sostenuta in ambito urbano, mancato rispetto delle precedenze e alcune impennate. Episodi che, secondo i promotori, hanno finito per offuscare chi ha partecipato correttamente.
Il riferimento è anche a un caso recente avvenuto in piazza Fiera, dove un motociclista ha impennato causando il ferimento grave di una persona. Un episodio che, insieme ai dati nazionali sugli incidenti stradali – oltre tremila vittime ogni anno – rafforza la richiesta di un cambio di impostazione per l’iniziativa.
Tre le proposte sul tavolo. La prima è trasformare la manifestazione in un evento dedicato alla cultura della sicurezza, con incontri, campagne informative e la presenza di aziende specializzate in dispositivi di protezione. La seconda riguarda i controlli: i cittadini suggeriscono la partecipazione della Motorizzazione civile e della polizia locale per verificare la regolarità dei mezzi, segnalando la presenza di scarichi non omologati e targhe irregolari.
Infine, la richiesta di spostare l’evento fuori dal centro storico, ritenuto inadatto ad accogliere un numero elevato di motociclette. Tra le alternative indicate, la Trento Music Arena o l’area ex Italcementi a piazzale Zuffo. I firmatari si dicono disponibili ad avviare un confronto e a collaborare per l’organizzazione della prossima edizione.
Ecco il testo completo della lettera:
«Siamo un gruppo di cittadine e cittadini facenti parte di diverse associazioni. Le scriviamo in seguito alla benedizione delle moto, avvenuta 8 giorni fa. Condividiamo pienamente le Sue parole che abbiamo ascoltato con piacere tramite l’intervista sul Tg3 Rai: la sicurezza è un elemento imprescindibile per tutti gli utenti della strada. Spiace tuttavia constatare come una parte degli aderenti a quella giornata non abbia colto queste sue parole.
Assieme a noi numerosi cittadini hanno infatti potuto vedere quel giorno comportamenti di motociclisti che hanno proceduto in gruppi troppo veloci nelle strade urbane, che non hanno rispettato le precedenze agli attraversamenti pedonali, e che hanno addirittura impennato più volte. Se a questo aggiungiamo il noto caso del motociclista che ha impennato in Piazza Fiera ferendo gravemente una persona, questi motociclisti hanno offuscato coloro che invece hanno partecipato alla manifestazione in modo corretto. Come Lei, siamo preoccupati per la sicurezza stradale, che come sa bene tocca tutti gli utenti della strada e soprattutto i più deboli.
Le oltre tremila vittime sulle strade italiane che ci sono ogni anno e le centinaia di migliaia di feriti sono numeri che non possiamo più tollerare. Vorremmo allora provare a dare un seguito alle Sue positive parole di speranza proponendo per l'anno a venire qualche cambiamento. La prima proposta è quella che sia un evento a tema sicurezza. Per questo tutta la manifestazione potrebbe essere costruita attorno alla cultura della sicurezza, portando sul palco persone che si occupano di sicurezza stradale, creando una campagna di informazione dedicata sia prima che dopo l’evento, e, perchè no, invitando alcune ditte che si occupano di fornire materiali di protezione (airbag, tute…), per la promozione ad un loro utilizzo.
Altro aspetto inerente la sicurezza è sicuramente la legalità delle motociclette. Abbiamo constatato come parecchie motociclette che andavano alla manifestazione avessero terminali di scarico palesemente non omologati (rumore eccessivo) e targhe visibilmente troppo inclinate. Perché allora non aggiungere uno stand della Motorizzazione Civile per le verifiche del caso e uno della Polizia Municipale?
La terza e ultima proposta è quella di spostare la manifestazione da un ambiente urbano, anzi, un centro storico, che non è adatto per accogliere questi numeri di motociclette ad un'altra cornice, ad esempio la Trento Music Arena oppure negli spazi ex Italcementi, in piazzale Zuffo. In conclusione, siamo felici di poter contribuire al tema della sicurezza sulle strade, e siamo di buon grado disponibili ad aprire un dialogo e possibilmente anche contribuire alla riuscita della manifestazione dell'anno prossimo. Un cordiale saluto,
Marco Fellin, Silvia Franceschini, Laura Paternoster Daniela Baraldi Massimo Pegoretti Filippo Tomasi Stefano Tomasi Manuela Dematté Davide Andreatta

