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TRENTO. Due mondi apparentemente lontani, la corsa e la musica, che sul palco del Festival dello Sport hanno scoperto di avere molto in comune. Protagoniste Nadia Battocletti e Malika Ayane, insieme nell’Auditorium gremito per il panel “La corsa è musica”. Intervistate da Antonino Morici e Rachele Sangiuliano, hanno raccontato preparazione, fatica, pressione e capacità di rialzarsi dopo i momenti difficili, fino a duettare sulle note di Senza fare sul serio.
Per Nadia Battocletti, reduce da una stagione straordinaria, la strada verso il futuro è già definita: l’obiettivo sono i Giochi olimpici di Los Angeles 2028, concentrandosi esclusivamente sulla pista. Ma più avanti potrebbe arrivare una svolta: «Dopo il 2030 mi piacerebbe puntare a una maratona». Prima, però, vuole esplorare fino in fondo il mezzofondo. Anche gli infortuni sono diventati parte della crescita: «Se capisci dove hai sbagliato, allora cresci». E sui momenti difficili aggiunge: «Devi essere abbastanza forte per fare dei momenti brutti il tuo trampolino».
Una filosofia che si ritrova nel percorso di Malika Ayane, arrivata alla corsa da un mondo completamente diverso e capace di affrontare la maratona di New York, definita «la conquista più sentita di tutta la mia vita». Un infortunio l'aveva costretta a rinviare l'appuntamento previsto nel 2024, trasformando la preparazione successiva in una sfida anche mentale. «La corsa ti obbliga a trattarti bene», ha raccontato la cantante, spiegando l'importanza di imparare a governare emozioni e pensieri nei momenti di maggiore difficoltà.
Sul palco c'è stato spazio anche per il rapporto tra Ayane e Sanremo, vissuto quasi come una gara: preparazione, tensione e necessità di arrivare pronti al momento decisivo. Poi il finale, quando musica e atletica si sono incontrate davvero. Un gioco musicale ha portato Battocletti e Ayane a raccontare altri aspetti del proprio carattere e infine a cantare insieme Senza fare sul serio, chiudendo tra gli applausi uno degli incontri più curiosi del Festival.


