TRENTO. L'onda lunga di Perfido 1, ossia dell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Trentino, si abbatte su Domenico Morello, l'imprenditore 56enne di origine calabrese e (ex) re della logistica che sta scontando in carcere 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Il giudice Luigi Lunardon lo ha condannato per bancarotta fraudolenta, frode fiscale ed emissione di fatture false, reati legati al fallimento dell'azienda di trasporti Quidam Rentalis srl.

La società, con sede a Roma, ma di fatto gestita a Trento negli uffici di via Zambra, aveva accumulato debiti fiscali per un milione e 400mila euro. Per l'imprenditore, che è stato giudicato con rito abbreviato, pena di un anno in continuazione. Le stesse accuse sono state mosse al figlio Giovan Battista, pure condannato ad un anno in abbreviato, e ad altri tre imputati del cosiddetto "gruppo romano" che saranno giudicati tra qualche mese: il commercialista Federico Cipolloni (condannato a 6 anni e 8 mesi per Perfido 1, pena confermata in Appello) e gli imprenditori Rodolfo Grimani e Carlo Palmieri Parmegiani.

Nei confronti di Morello, dunque, il giudice ha riconosciuto la continuazione: le motivazioni della sentenza saranno depositate nei prossimi giorni, ma in via generale significa che le condotte contestate vengono ricondotte nell'ambito di uno stesso "disegno criminoso". Nel caso specifico i reati di bancarotta fraudolenta, frode fiscale ed emissione di fatture false sono stati dal giudice collegati al "sistema" di Perfido, ossia all'associazione mafiosa. La pena a 1 anno e 6 mesi è scesa ad un anno, grazie alla diminuzione prevista dal rito. Morello, tra l'altro, ha già una condanna per un altro fallimento, quello di «Selit scarl». Un anno di pena - sempre in abbreviato - anche per il figlio Giovan Battista, amministratore unico della Quidam Rentalis sulla carta, ma considerato mero prestanome. L'uomo nei mesi scorsi si era sottoposto all'esame in aula: delle società del padre aveva detto di sapere poco e di aver preso in mano gli affari per dare una mano al genitore. La Quidam Rentalis era stata dichiarata fallita l'8 luglio 2021 dal tribunale di Trento.

Fallita perché svuotata del suo valore e lasciata con debiti fiscali per oltre un milione di euro. La stessa società era stata sottoposta a sequestro con provvedimento del 7 ottobre 2020 della procura di Trento, che aveva colpito la locale della 'ndrangheta in Trentino. Il 15 aprile 2021 era stato disposto dalla giudice Adriana De Tommaso il sequestro di 221mila euro per indebita compensazione di tasse e frode fiscale, ma nella casse della Quidam era stato trovato molto meno, 115mila euro.La Quidam rappresenta una delle ditte della "Galassia Morello": società che aprivano, diventano insolventi e chiudevano, per poi riapparire sotto altro nome e, non di rado, con gli stessi dipendenti.

Non che la Quidam non lavorasse: fra il 2018 ed il 2020 aveva firmato contratti con grandi aziende trentine per fornire servizi di facchinaggio; nel 2019 aveva chiuso con un fatturato di oltre un milione e mezzo di euro. Il denaro entrava, ma - secondo l'accusa - per coprire i debiti fiscali servivano fatture false da poter scaricare dai redditi. La sentenza sulla bancarotta è arrivata a poche ore di distanza dall'ennesima condanna nell'ambito dell'indagine Perfido 1: sei anni e 10 mesi in abbreviato per Vincenzo Vozzo, considerato "braccio esecutivo" del capo cosca, accusato di associazione mafiosa e di minacce.