TRENTO. Sono regolari gli autovelox lungo la statale della Valsugana, da Trento a Grigno. E lo è anche l'apparecchio di Isera. A fare chiarezza è il decreto del Ministero delle Infrastrutture pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che stabilisce quali sono i dispositivi per il controllo della velocità omologati e quali invece dovranno essere spenti.

L'elenco ministeriale con i prototipi approvati comprende le tipologie di apparecchiature presenti a Grigno, Ospedaletto, Pergine (due autovelox), Trento (galleria di Martignano), ma anche quelle in via Alto Adige all'altezza di Lamar e a Isera. Se fino a ieri c'era una incertezza normativa riguardo alla differenza tra approvazione ed omologazione, con centinaia di ricorsi anche in Trentino sulla legittimità o meno delle sanzioni, il decreto punta a fare chiarezza a ben 34 anni dall'entrata in vigore del Codice della Strada del 1992.

Al via, dunque, regole omogenee che porteranno allo spegnimento degli autovelox considerati non più idonei: 850, secondo i dati forniti dal Ministero, sono quelli che dovranno ottenere una omologazione per tornare attivi, mentre 3.150 rimangono in funzione perché già hanno tutti i requisiti. Tra questi ultimi ci sono gli apparecchi fissi presenti in Trentino ed anche i Tutor delle autostrade.

Gli automobilisti dal piede pesante sono avvisati: da oggi non si sgarra, né si può sperare in un ricorso "facile". Tuttavia è bene fare una riflessione in più sul tema.

«I dispositivi fissi sono importanti, ma non garantiscono la sicurezza stradale, perché nessuno ferma chi supera la velocità e chi non ha l'assicurazione dato che il controllo avviene a posteriori - spiega Marco Santoni, consigliere nazionale e presidente del Trentino-Alto Adige di Anvu (Associazione professionale polizia locale d'Italia) - Come associazione diciamo che la sicurezza stradale la garantiscono le pattuglie: è l'uomo che fa la differenza. Perché i dispositivi fissi fanno sì che i veicoli rallentino nei punti in cui sono collocati, ma poi le auto possono riprendere velocità».

Gli autovelox rappresentano un valido strumento dissuasivo, ma c'è anche un altro lato della medaglia. «Non si tratta di posizionarli lungo le strade e basta, ma è necessario valutare tutto ciò che c'è dietro: dall'automobilista che non paga ai problemi di notifica delle sanzioni agli stranieri. Senza dimenticare che c'è un carico di lavoro negli uffici delle polizie locali per la validazione delle foto, togliendo personale di pattuglia - prosegue il presidente Santoni - Gli autovelox sono molto importanti nei punti in cui sono accaduti incidenti stradali gravi, come ad Ospedaletto, ma anche nelle zone a traffico limitato della città, perché garantiscono un controllo costante. In determinate circostanze aiutano il lavoro della polizia locale, ma in altre possono aggravarlo».

Lo scorso anno, in Italia, le multe tramite questi dispositivi sono diminuite dell'8,9% rispetto all'anno precedente. Sono dati diffusi dal Codacons che commenta: «Bene il decreto ma arriva con enorme ritardo. Da aprile 2024, da quando la Cassazione ha stabilito che sono nulle le sanzioni elevate da apparecchi approvati ma non omologati, abbiamo assistito ad un vero e proprio caos che ha aperto un enorme contenzioso tra automobilisti ed enti locali».

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto con un post: «Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti».