TRENTOIn Italia circolano oltre 41 milioni e 300 mila auto, con una media di 701 vetture ogni mille abitanti: il dato più alto nell’Unione europea. Negli ultimi dieci anni il parco è cresciuto dell’11,5 per cento. In Trentino-Alto Adige l’aumento è stato molto più marcato: +58,6 per cento tra il 2014 e il 2024, passando da 814.026 a 1.291.248 autovetture.

Un incremento legato anche alla forte presenza di immatricolazioni intestate a società, in particolare nel settore del noleggio, favorito da un regime fiscale specifico.


Nonostante l’elevato numero di mezzi, le officine diminuiscono. In regione le sedi di imprese attive di autoriparazione sono scese da 1.135 a 1.109 (-2,3 per cento). In provincia di Trento il calo è stato più evidente: da 619 a 595 attività (-3,9 per cento). Un dato in controtendenza rispetto alla crescita del parco circolante e che conferma una trasformazione strutturale del settore.


A pesare sono l’aumento dei costi di gestione, la complessità tecnologica dei veicoli moderni e la difficoltà nel ricambio generazionale. Le auto ibride ed elettriche richiedono strumenti diagnostici costosi e formazione continua. Molte piccole officine artigiane faticano a sostenere investimenti elevati con margini sempre più compressi. Inoltre, la concorrenza delle reti ufficiali e delle grandi catene rende più difficile competere sul prezzo.


In provincia di Trento il tasso di motorizzazione è pari a 659 auto ogni mille abitanti, inferiore alla media nazionale ma comunque elevato. Il paradosso resta evidente: più vetture, spesso datate – in Italia quasi una su quattro ha oltre vent’anni – ma meno autoriparatori sul territorio. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, per invertire la tendenza servirebbero incentivi alla formazione tecnica e sostegni agli investimenti per le imprese artigiane.