TRENTO. Per il mercato delle auto elettriche i tempi non sono ancora maturi. Anzi, non mancano le difficoltà. E questo nonostante i numeri di gennaio sembrino indicare il contrario: per esempio, spicca il 6% rispetto all'aumento delle immatricolazioni a livello italiano proprio delle auto elettriche nell'ultimo mese di gennaio.

Ma si tratta di dati che, come confermato dalla rieletta presidente di FederAuto di Confcommercio Trentino Camilla Girardi, sono fortemente "falsati" dagli incentivi del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica: «Il dato sulla chiusura delle immatricolazioni potrebbe far sperare in un esito positivo rispetto al quadro complessivo e, di conseguenza, anche per quanto riguarda la comunicazione in merito al proseguo e allo sviluppo di questo mercato. Tuttavia la realtà è ben diversa ed anzi, notiamo ancora una sofferenza nel comparto della motorizzazione elettrica - ha spiegato proprio Girardi - L'incremento registrato è legato sostanzialmente agli incentivi del Mase, grossi contributi che sostengono l'acquisto delle auto elettriche, ma questo conferma esclusivamente il fatto che per il mercato italiano queste ultime hanno appeal solo tramite incentivi. E per noi operatori del settore questa cosa è inconcepibile».

C'è infatti un altro dato che, ha sottolineato Girardi, deve spingere a far riflettere: il 40% delle nuove immatricolazioni di gennaio è arrivato negli ultimi tre giorni del mese ed è da imputarsi alle auto-immatricolazioni dei dealer (cioè concessionari), delle case automobilistiche e di quelle legate ai noleggi.

E sono proprio i rivenditori, ha aggiunto Girardi, a sottolineare le difficoltà del momento legate al mercato elettrico: «Con questi numeri stiamo dando un segnale positivo rispetto alle immatricolazioni che, tuttavia, non riflette una realtà che è decisamente diversa».

Insomma, il percorso verso la sostenibilità e la riduzione dell'impatto ambientale non è in dubbio ma, ha confermato la presidente Girardi, servono interventi concreti per favorire il raggiungimento degli obiettivi che questa transizione impone.

A partire da un servizio capillare sul territorio, tanto locale quanto italiano. Ma c'è di più: «Come dealer italiani associati a FederAuto chiediamo con forza una fiscalità nuova - ha concluso la portavoce trentina - Attualmente siamo il Paese europeo in cui la fiscalità sulle automobili è meno incentivata. Chiediamo inoltre che si lavori per raggiungere la neutralità tecnologica: auspichiamo la decarbonizzazione, ma con questo obiettivo da perseguire perché ci sono, ad oggi, forti differenze tra gli utenti. Come sta evolvendo il mercato? C'è chi, come per esempio Stellantis, che sull'elettrico ha frenato dopo aver registrato perdite molto importanti sui costi di gestione. Ora stanno entrando i cinesi che, tuttavia, mettono a terra il prodotto ma non hanno storicità».

Poi ci sono gli investimenti pubblici necessari: «Le infrastrutture italiane - conclude infatti Girardi - non sono ancora pronte per avere un parco circolante basato esclusivamente sull'elettrico».