TRENTO. Che sia su due ruote a pedale o su quattro ruote a motore, la mobilità in Trentino sta diventando sempre più sostenibile e green. L'elettrico sta entrando nelle abitudini quotidiane dei trentini. Merito degli incentivi, certo. Sia per bici che per auto. Fanno la differenza e spingono il mercato di e-bike e auto elettriche. Ma c'è anche una nuova coscienza ambientale e forse, perché no, anche un effetto modaiolo che in questo caso male non fa. L'auto elettrica piace perché è silenziosa e - se alimentata con energia proveniente da fonti rinnovabili - totalmente pulita. E più risparmiosa.

Il Trentino-Alto Adige è la regione italiana che ha fatto registrare il più elevato numero di veicoli elettrici al 100% immatricolati in Italia nell'ultimo anno e mezzo, quello coinciso con la pandemia. Fra Trento e Bolzano dal 2017 a oggi le immatricolazioni di auto completamente elettriche sono aumentate di qualcosa come il 3.500%. Nel 2020 si è trattato di oltre 7.100 veicoli. Nei primi sei mesi del 2021 sono stati 6.250. Regioni grandi e popolose come Lombardia e Lazio seguono con 5.000 e 4.000. Il dato trentino e altoatesino, anche se depurato dell'incidenza delle compagnie di autonoleggio con sede qui, resta molto significativo.

«Gli incentivi in vigore fino a fine febbraio di quest'anno - spiega Camilla Girardi, presidente di Federauto Trentino e membro del consiglio nazionale della categoria degli autoconcessionari di Confcommercio - hanno contribuito notevolmente alla crescita della fetta di mercato di auto elettriche». Gli incentivi, tra statali e provinciali, più quelli delle concessionarie, hanno permesso un risparmio fino a 14-15.000 euro su auto con un prezzo fino a 50.000 euro. Uno slancio del mercato favorito anche dall'arrivo di nuovi prodotti e modelli da parte delle case automobilistiche.

«Le richieste sono state tante - ricorda Camilla Girardi - e con l'ultima delibera della Provincia, da luglio scorso, già altre 300 richieste di auto elettriche». Oggi in Trentino abbiamo oltre 7.000 veicoli elettrici circolanti. La forte richiesta e la difficoltà di reperire alcune materie prime (acciaio, ma anche microchip) fa sì che per alcuni modelli i clienti siano ancora in attesa da fine 2020 per la loro nuova auto elettrica. I sostegni statali sono finiti. Oggi resta il contributo provinciale di 2mila euro che sale a 3mila in caso di rottamazione. Le batterie delle auto elettriche consentono autonomie intorno ai 500 km e tempi di ricarica di una mezz'ora per poi fare almeno 150 km. La rete delle colonnine di ricarica è fittissima in A22 e in crescita sul territorio, anche nelle valli, sebbene a macchia di leopardo. Ma l'elettrico va anche a pedali.

«Nel 2020 c'è stato un boom incredibile di e-bike» racconta Dimitri Tambosi, del negozio Prestabici di corso Buonarroti a Trento. «Il trend positivo per le bici elettriche - rileva - era già in atto da alcuni anni. Ma il lockdown della primavera 2020 ha dato una spinta enorme. Chi usava la bici per ricreazione e tempo libero, l'ha scoperta, se elettrica, per andare al lavoro». L'anno scorso il bonus statale da 500 euro e quello provinciale da 600 hanno spinto molti all'acquisto: l'incremento è stato del 300%.

Anche in questo caso il mercato vede la domanda maggiore dell'offerta: alluminio e componentistica latitano e così le consegne sono minori di quanto potrebbero essere: «Abbiamo già molte prenotazioni di bici che arriveranno a 2022 inoltrato» aggiunge Tambosi. Un revival delle due ruote a pedali a tutto tondo. «Molti trentini hanno scoperto che si può andare in bici anche in inverno. Molti giovani, poi, rinunciano a prendersi una macchina, se hanno una bici elettrica che li porta da casa al lavoro o all'università o a incontrare gli amici».