TRENTO. Il Tribunale di Rovereto ha annullato le sanzioni disciplinari inflitte da Asuit a una delegata della Cisl FP Trentino, condannando l’azienda sanitaria al pagamento delle spese. La controversia era nata dopo un’intervista nella quale la lavoratrice aveva segnalato alcune criticità nei luoghi di lavoro. Per il sindacato è una vittoria importante, ma anche l’inizio di una nuova fase della vertenza. «È una vittoria della libertà di espressione sindacale, della dignità di una lavoratrice e del diritto di rappresentare le criticità presenti nei luoghi di lavoro», dichiarano Beppe Pallanch, segretario generale della Cisl FP Trentino, e Sandro Pilotti, componente della segreteria e responsabile della sanità pubblica e privata.

La vicenda aveva portato alla mobilitazione della Cisl, che il 23 gennaio aveva organizzato un presidio davanti alla sede di Asuit in via Degasperi, con lo slogan «Difendiamo chi cura. Ora». La delegata era stata sottoposta a procedimento disciplinare dopo aver rilasciato dichiarazioni sulle condizioni di lavoro. Il sindacato aveva contestato fin dall’inizio i provvedimenti, sostenendo la lavoratrice anche attraverso l’assistenza legale degli avvocati Michele Agostini e Anna Donà. Ora il dispositivo del giudice dà ragione alla dipendente e cancella le sanzioni.

La Cisl FP Trentino chiede però che la vicenda abbia conseguenze anche sul piano delle responsabilità. «Ci aspettiamo che la politica intervenga con un autentico cambio di passo», affermano Pallanch e Pilotti, sollecitando anche un avvicendamento di chi, a loro giudizio, ha sostenuto la gestione del procedimento. I due dirigenti criticano inoltre il mancato intervento della Presidenza della Giunta provinciale: «Ci aspettavamo che si approfondisse la vertenza, che si ascoltassero la lavoratrice e chi la rappresenta e che si chiedesse conto all’Azienda». Il sindacato annuncia che valuterà ulteriori iniziative nelle sedi opportune, sottolineando che l’annullamento delle sanzioni non chiude la questione.

La decisione si inserisce in un clima di mobilitazione nella sanità trentina. La Cisl ribadisce le proprie richieste per una maggiore sicurezza degli operatori, con una presenza stabile delle forze di polizia nei pronto soccorso, interventi contro la fuga dei professionisti dal servizio pubblico e misure per fermare il ricorso alle esternalizzazioni. Restano aperti anche i problemi legati ai carichi di lavoro, all’organizzazione dei servizi e alla conciliazione tra vita privata e professionale. «La dignità dei lavoratori non è negoziabile. La libertà sindacale non si mette sotto procedimento disciplinare», concludono Pallanch e Pilotti, assicurando che la mobilitazione proseguirà.