TRENTO. Sarà una mobilitazione storica quella che il primo settembre unirà tutte le sigle sindacali della sanità trentina. Non era mai successo prima d'ora che in Trentino medici, infermieri, oss, tecnici, amministrativi e personale vario si riunissero.

Anaao Assomed, Cimo Fesmed, Uil Fp, Fp Cgil, Cisl Fp, Nursing Up e Fenalt scenderanno in piazza per far sentire la propria voce dopo mesi di continui disservizi nel sistema informatico che mettono a dura prova l’intero sistema aggravando il carico di lavoro degli operatori e mettendo in difficoltà i cittadini.

Esplicativo è stato anche il titolo del comunicato con il quale è stata comunicata la mobilitazione “Basta tilt!”, chiedendo «Diritti, sicurezza e qualità per tutti». Sul banco degli imputati ci sono l’Azienda sanitaria e la Provincia, che sembrano esserei senza una direzione chiara e inefficaci nell’intervenire sulle principali problematiche del settore.

«Non una lotta politica, non lo facciamo per mera visibilità - annunciano le sigle sindacali - ma lo facciamo per il bene comune dei cittadini che si affidano al servizio pubblico».

Dopo le prime avvisaglie di una mobilitazione ad inizio agosto, a far traboccare il vaso è stato l’ennesimo blocco del sistema informatico ospedaliero, il Sio, che nella giornata del 27 agosto ha costretto nuovamente in stallo i servizi sanitari. Il blocco, avvenuto tra le ore 14 e le 15 e di durata inferiore ad un’ora, ha riguardato il vecchio sistema ancora in uso, costituendo di fatto il quinto episodio in 30 giorni (il nono da inizio anno), facendo di agosto un mese da bollino nero. L’Asuit dalla sua ha chiarito che «si è trattato di un temporaneo disservizio nell’interoperabilità con i sistemi nazionali durato circa 30 minuti», ma comunque dalle conseguenze importanti.

A causa del blocco è risultato impossibile recuperare le informazioni dei pazienti, comportando rallentamenti o stop delle consulenze e delle prestazioni ambulatoriali. Un qualcosa diventato purtroppo una consuetudine per i professionisti del settore, rassegnati a dover fronteggiare l’inconveniente di non poter consultare la cartella clinica o scrivere referti ambulatoriali. Non conta tanto la durata del problema, quanto il fatto che ci sia e si stia riproponendo negli orari di massima attività clinica: dal primo pomeriggio alle 20.

Alla questione informatica partecipano anche i disagi relativi a: «Cup, prelievi, radiologia e centro oncologico continuano a subire rallentamenti che raccontano la fragilità di un'infrastruttura digitale mai davvero messa in sicurezza» come aggiungono i sindacati. Viene poi denunciata l’assenza di una regia politica chiara: «non si capisce a quale mandato politico risponda l'Azienda, e la Provincia interviene quasi sempre dopo che le polemiche sono già esplose», segnalando ancora: le carenze di personale, ma che non vengono affrontate con piani assunzionali credibili; accordi firmati ma non messi in pratica; age management inesistente per un comparto in cui l’età media continua a crescere; aggressioni al personale sanitario in aumento. Non servono dichiarazioni di solidarietà arrivate dopo i fatti, quanto investimenti veri sulle persone prima che sulla tecnologia perché «la sanità è un diritto, non può restare ostaggio dei disservizi».

L’appuntamento rimane dunque per martedì 1 settembre, con un sit in all’ingresso dell’ospedale e un’assemblea nell’auditorium, ma rimane difficile avere risposte immediate, visto che non parteciperà nessuno dal comparto tecnologico. L’assessore della Provincia, Mario Tonina nei giorni scorsi aveva dichiarato di comprendere le motivazioni della mobilitazione, riconoscendo le difficoltà degli operatori del settore ed elogiandone il lavoro.