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TRENTO. Entra in vigore l'assegno unico universale, voluto dal governo Draghi. A spanne, la novità tocca 70 mila famiglie anche in Trentino. Conseguenze positive per quasi tutti, perché l'aiuto è più pesante che in passato. Ma c'è anche chi si vedrà decurtare le agevolazioni.
Per questo i sindacati ora chiedono alla giunta provinciale di continuare ad investire sui sostegni alla famiglia. «Se vogliamo davvero invertire il progressivo calo delle nascite - osservano Cgil Cisl e Uil e Acli - l'extragettito che si verifica con l'eliminazione delle detrazioni fiscali dovrà essere reinvestito nelle politiche per le famiglie».
La premessa è nota: il governo ha voluto riunire tutti i sostegni alla famiglia e alla natalità in un unico provvedimento. Con l'assegno unico universale vengono eliminate le detrazioni fiscali, nonché tutti gli altri benefici. In compenso, l'assegno è più ricco di un tempo. Quanto ricco, dipende da due fattori: il numero di figli e il reddito. Si va da un minimo di 50 euro al mese per figlio - con Isee superiore a 40 mila euro l'anno - ad un massimo di 175 euro. Il beneficio aumenta all'aumentare dei figli.
Novità: c'è l'assegno unico anche per i figli maggiorenni (ma entro i 21 anni), purché studino, stiano cercando lavoro o abbiano un reddito inferiore a 8 mila euro l'anno. In questo caso l'assegno va da 25 a 85 euro al mese, a seconda dell'Isee familiare. Ferme le regole generali, sono previsti maggiorazioni in due casi: per le famiglie da tre figli in su (tra 85 a 15 euro mensili, ma 100 euro con maggiorazione forfettaria dai 4 in su) e per le famiglie con figli disabili (dai 105 agli 85 euro mensili, in base allo stato di salute), per i figli disabili tra i 18 e i 20 anni, la maggiorazione sarà di 80 euro.
Per i figli sopra i 21 anni, le famiglie con disabili sono le uniche a percepire l'assegno: 85 euro per i nuclei con Isee pari o inferiore a 15 mila euro, che scenderà fino a 25 euro mensili per chi ha un Isee di oltre 40 mila euro. Una novità riguarda la domanda: non sarà più il datore di lavoro a riconoscere l'assegno in busta paga, ma va fatta domanda all'Inps, attraverso i patronati, presentando l'Isee. Il nuovo Isee va richiesto ai Caf abilitati già da questi giorni, ma non c'è fretta: l'assegno verrà erogato da marzo e per avere gli arretrati si può fare domanda entro il 30 giugno.
Resta un tema: quasi tutti con questa misura ci guadagnano. Ma poiché contestualmente vengono eliminate le detrazioni - pur con un regime transitorio di 3 anni, per mitigare gli effetti - c'è chi qualcosa perde. Da qui l'appello dei sindacati: «È fondamentale che la Provincia continui ad investire sull'assegno unico provinciale e sui sostegni alle famiglie - osservano Walter Alotti (Uil), Michele Bezzi (Cisl) e Andrea Grosselli (Cgil) e il presidente delle Acli trentine Luca Oliver - A parità di condizioni economiche, i trentini riceveranno dallo Stato meno di una famiglia di Verona o di Brescia, solo perché con i soldi dei trentini la nostra Provincia da sempre investe di più sulle famiglie. Non si tratta di cifre imponenti, ma resta un'ingiustizia».
E sulle detrazioni fiscali che vengono meno, i sindacati osservano che il provvedimento genererà un extra gettito: «A regime si potrebbe trattare di circa 60 milioni di euro di maggiori entrate. Quei soldi debbono essere reinvestiti nelle politiche per le famiglie».


