TRENTO. Telecamere obbligatorie negli asili nido per proteggere i bambini dai maltrattamenti, garantendo al tempo stesso la privacy e la tutela degli educatori. È la richiesta avanzata dall'associazione Padri in Movimento, che torna a sollecitare un intervento legislativo dopo un nuovo caso di presunte violenze ai danni di bambini, per il quale una direttrice di asilo nido è stata arrestata. Per la donna, nei cui confronti vale la presunzione di innocenza, il giudice ha disposto l'obbligo di dimora anziché la custodia cautelare in carcere.

«Ogni volta ci chiediamo quanti altri casi non siano mai emersi», dichiara Luca Valentini, coordinatore dell'associazione per il Trentino-Alto Adige. «I bambini piccoli non sanno raccontare quello che subiscono, e un genitore non può stare dentro l'asilo. Le telecamere sono l'unico testimone che hanno».

La proposta di Padri in Movimento prevede l'installazione di telecamere a circuito chiuso in tutte le sezioni degli asili nido, con registrazioni criptate e accessibili esclusivamente all'autorità giudiziaria. L'associazione propone inoltre sensori audio capaci di rilevare urla prolungate o toni aggressivi, attivando segnalazioni agli uffici di controllo competenti senza ricorrere a una sorveglianza sonora continua.

Secondo Valentini, il sistema rappresenterebbe anche una garanzia per il personale educativo. «Con le telecamere si tutelano anche gli educatori innocenti, che sono la grande maggioranza. Sappiamo che turni pesanti, organici ridotti e stipendi bassi creano stress. Ma questo non giustifica mai toccare un bambino, e non deve pesare sulle spalle di chi lavora bene».

L'associazione chiede quindi a Governo e Parlamento di portare a compimento le proposte di legge sulla videosorveglianza negli asili, ferme da anni. Un appello viene rivolto anche alla Provincia autonoma di Trento, affinché valuti di introdurre per prima questi sistemi nei nidi del territorio, nel rispetto delle garanzie sulla riservatezza. «Chiediamo risposte, non l'ennesima indignazione di un giorno», conclude Valentini.