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TRENTO. Sono ben 1.081 (su 3.370 richieste) i bambini che lo scorso anno scolastico in Trentino sono rimasti nel «limbo» della lista d'attesa per il nido pubblico a causa della carenza di posti disponibili. Questo il quadro che emerge dall'ultimo report di Ispat dedicato ai servizi socio-educativi per la prima infanzia in provincia. E se è subito chiaro il divario nella copertura tra diverse comunità di valle (da un 100% del Primiero all'appena 37,9% della Valle di Sole) continua a marciare silenzioso anche il nodo del personale tra carenze e precariato. La prospettiva? I 741 posti aggiuntivi previsti entro giugno di quest'anno, ma che genereranno un buco di educatori di almeno 200 unità. Il quadro complessivo.
Tra il calo delle nascite (i bambini di età inferiore ai tre anni sono passati da 12.083 nel 2023 a 11.642 nel 2024) e il sensibile aumento della capienza dei nidi (passata da 3.948 a 4.115 posti) il gap fra bambini e posti nei nidi si è ridotto. Nell'anno 2024/25 sul totale delle richieste di accesso solo il 67,9% ha ottenuto una risposta positiva. Il 32,1% (pari a 1.081 bambini) è rimasto quindi in lista d'attesa. La bassa copertura. Contestualizzando il dato in riferimento alle diverse comunità di valle (esclusa la Paganella priva di nidi pubblici) troviamo ampi divari nella copertura. I fanalini di coda, come lo scorso anno, restano la Valle di Sole e la comunità della Valsugana e Tesino, rispettivamente ferme ad una copertura effettiva del 37,9% e del 45,8%. Tradotto: 203 e 116 bambini rimasti in fila d'attesa. Bassa anche la copertura della Comunità Rotaliana-Königberg, calata al 54,6% con 118 bambini fuori dal servizio. Preso il dato complessivo restano alti anche i bambini in attesa nell'Alta Valsugana e Bernstol (180), della Vallagarina (124) e dell'Alto Garda e Ledro.
L'alta copertura. Invertendo il grafico tra le comunità più virtuose nella copertura del servizio di asilo pubblico c'è il Primiero che strappa nel 2024/25 il 100% di copertura al Comun General de Fascia che con 15 bambini fuori crolla invece al 66,7%. Buoni numeri registrati anche per gli altipiani Cimbri saliti ad una copertura del 93,9% (3 bambini in attesa) e del territorio della Val d'Adige con un 96,3% (49 bambini esclusi). Sotto i 20 bambini in attesa ancora la Valle di Cembra, la Val di Fiemme e la Valle dei Laghi.La copertura potenziale. Tra i dati più interessanti emerge anche quello della copertura delle domande potenziali, ossia nell'ipotesi che in un dato territorio per tutti i bambini di età inferiore a 3 anni si facesse richiesta del servizio pubblico del nido. Preso tale parametro ad avere la peggio sarebbe il Comune General de Fascia che con soli 30 posti disponibili e ben 207 bambini sotto i 3 anni avrebbe un grado di copertura del solo 14,5%.
Numeri bassi si registrerebbero anche nella Valle dei Laghi con una capienza di 38 posti e ben 228 bambini under 3 (copertura al 16,7%). Male anche la Valsugana e Tesino che con una capienza di 98 posti e ben 567 bambini sotto i tre anni, avrebbe una copertura di appena il 17,3%. Da sottolineare che nessuna Comunità supererebbe nell'ipotesi il 50%. Il risultato migliore infatti lo registrerebbe solo il Territorio della Val d'Adige con una copertura potenziale del 47,5%. Se il servizio fosse richiesto per tutti i bambini 0-3 anni la copertura provinciale totale sarebbe appena del 35,5%. Il nodo personale. Tra gli operatori impegnati nei nidi pubblici sette su dieci sono educatori (69,9%), comprendendo anche quelli di sostegno, mentre la restante quota è formata dagli addetti ai servizi generali. Tra gli educatori dilaga il precariato: poco meno di due su tre hanno infatti un contratto a tempo indeterminato (63,9%) e in questa tipologia contrattuale il 26,9% è a tempo pieno, a fronte del 12,8% tra gli assunti a tempo determinato.
Complessivamente, gli educatori a tempo pieno sono appena il 21,8% degli educatori impiegati nel servizio.Le novità in arrivo. Nel tentativo di abbattere i numeri delle richieste al servizio pubblico che, nonostante l'inverno demografico, soffre un aumento della richiesta (per lo più dovuta alla difficoltà nella conciliazione vita-lavoro), sono stati avviati diversi progetti di costruzione, ampliamento e riqualificazione dei poli, previsti quasi tutti entro la fine del 2026, ossia entro i limiti stabiliti dal Pnrr. Tra questi i più importanti sono la riorganizzazione degli spazi nell'asilo nido «Lago Blu» di Riva del Garda (78 posti) e la realizzazione del nuovo asilo nido a Pergine (66 posti). Complessivamente, tra piccoli e grandi interventi i posti aggiuntivi saranno 741. A spaventare però in tal senso il personale richiesto, pari almeno a 200 operatori, sempre più complessi da reperire.


