TRENTO. Piano piano la situazione dei nidi trentini sembra migliorare. Entro giugno 2026 dovrebbero essere a disposizione 420 nuovi posti suddivisi tra diciotto strutture diverse su tutto il territorio. A questi se ne aggiungeranno 321, per un totale di 741 posti, frutto di lavori sui poli 0-6 anni e sulle scuole dell'infanzia con asili nido.

Un contributo fondamentale per la realizzazione dei vari interventi è quello dei fondi Pnrr, con 34 milioni di euro messi a disposizione del Trentino. Una cifra che non copre tutte le spese, ma con lo sforzo di ogni Comune, sarà possibile ampliare l'offerta degli asili nido per i neo genitori.

La situazione in alcune aree della provincia è particolarmente complessa. In Valsugana e in Tesino la copertura della domanda effettiva è del 43,6% e sarebbe del 16,5% quella potenziale (se si facesse domanda per tutti i bambini), difficoltà anche in Val di Sole (41,8% di effettivo e 35,3% di potenziale.) Sabato scorso però, a Pergine Valsugana in viale Petri è stato inaugurato «Il Tulipano», una nuova struttura pronta ad ospitare 66 nuovi bimbi nella fascia 0-3 anni, sessanta di questi a tempo pieno e sei part time. Aumentano i posti garantiti per la città, che assieme agli altri tre nidi già consolidati, porteranno la capienza totale a 222, andando a soddisfare le esigenze delle famiglie di Pergine e dei vicini Comuni convenzionati. L'investimento è costato 3,84 milioni di euro ed è stato finanziato con 2,37 milioni dal bando del Pnrr e con 1,47 milioni con risorse delle casse comunali. Manca poco per positive novità anche per le famiglie solandre visto che, dall'1 novembre sarà attivata una sede distaccata del nido di Pellizzano nel comune di Vermiglio. La nuova struttura disporrà di 15 nuovi posti che si aggiungono ai 60 già presenti per un'offerta che si amplia e arriverà ad ospitare complessivamente 75 bimbi.

Il Trentino si sta adeguando, servirà pazientare, sicuramente almeno fino all'estate prossima, ma il piano per gli asili nido è ben avviato. Facendo un passo indietro, a gennaio è stato inaugurato il nuovo nido in località Mala a Sant'Orsola Terme e grazie ai 450 mila euro di fondi Pnrr è stata riammodernata la struttura già esistente aggiungendo 24 nuovi posti. Tra i progetti che aumenteranno la capienza delle strutture vanno citati: il nuovo asilo nido a Mori (48 posti), la demolizione e ricostruzione dell'«Orsetto Prandi» nel rione Cristo Re (15 posti), i nuovi asili nido in Val di Non che garantiranno 104 posti in totale con le due strutture di Nanno (Ville d'Anaunia) e di Salter (Romeno). Anche i poli 0-6 anni assicureranno a diversi bambini uno spazio per crescere con il Comune di Riva del Garda su tutti che riorganizzando due edifici riuscirà ad accogliere fino a 121 infanti in più.

Un'altra nota positiva per le famiglie è il bonus asili nido 2026 esteso anche ai micronidi, che accolgono infanti tra i tre e i trentasei mesi di età e alle sezioni primavera per bambine/i tra i ventiquattro e i trentasei mesi di età. Per i nati dal 2024 il bonus è di 1.500 euro a bambino per le famiglie con un Isee superiore a 40mila euro e di 3.600 euro per le famiglie con Isee inferiore a suddetta cifra. Per i bambini nati prima del 2024 le fasce sono tre fino a un tetto di tremila euro.

Il tasto dolente della faccenda rimane quello del personale. Se da una parte si sta lavorando per aumentare l'offerta dei nidi, dall'altra la carenza di educatori non trasmette sicurezza. Si stima un fabbisogno di circa 200 persone e non va dimenticata la questione precariato che affligge il mondo dell'istruzione. Al 31 gennaio 2024 su 912 educatori/coordinatori un terzo risultava essere a contratto determinato e la problematica non sembra star prendendo una via risolutiva.