TRENTO. L'invito è allettante: ricevere denaro guardando video su piattaforme on line. I soldi promessi arrivano, ma solo i primi, perché più si va avanti con questo sistema, più c'è il rischio di rimanere a bocca asciutta e addirittura di perdere più di quanto si è riusciti a guadagnare. È la "truffa dei like" una delle ultime invenzioni dei cybercriminali. A cadere nella rete dei malintenzionati sono soprattutto i giovani, in particolare gli studenti, invogliati dalla possibilità di mettere da parte qualche euro nei ritagli di tempo.

In questura a Trento si sono presentate le prime vittime della truffa: sono poco più che ventenni e hanno raccontato in sede di denuncia di aver perso da mille a tremila euro. Le indagini, subito avviate dalla polizia, devono superare il primo grande scoglio: le sedi delle società accusate di aver messo in atto la truffa non sono dietro l'angolo, ma quasi sempre in Paesi extraeuropei, ed i soldi "spariti" viaggiano su conti correnti esteri difficilmente aggredibili. I malviventi raggiungono le potenziali vittime inserendole in gruppi di messaggistica in cui vengono pubblicizzati guadagni facili ed immediati: basta mettere "mi piace" a video caricati su Youtube, TikTok e Instagram - viene spiegato - per ottenere subito denaro.

Le prime piccole somme arrivano puntualmente e, carpita la fiducia degli utenti, i cybercriminali passano allo step successivo: invitano ad effettuare piccoli investimenti a fronte di guadagni più consistenti. Qualche esempio: con 20 euro investiti (mandati via bonifico alla società all'estero) la ricompensa per i "like" è di 35 euro, con 60 euro se ne possono ottenere 150.

All'inizio i soldi arrivano senza alcun intoppo, conquistando in questo modo la fiducia delle persone. La trappola scatta alla richiesta di investimenti maggiori, con la promessa di compensi da mille euro in su. È il cosiddetto "schema piramidale": la vittima, convinta dell'efficienza del sistema di guadagno, viene indotta ad accettare, dunque effettua il bonifico, guarda i video proposti e mette i like, ma attende invano il denaro promesso.

E in quel momento si accorge che la cifra investita e persa è pari alla somma di tutti i pagamenti ricevuti. Anche alcuni giovani trentini si sono trovati in questa situazione e hanno deciso di rivolgersi alla polizia. Gli investigatori invitano a fare attenzione ai "campanelli d'allarme".

Se è vero che ogni investimento comporta dei rischi, c'è da diffidare di chi chiede soldi in anticipo per fornire il lavoro, promettendo addirittura di restituire il doppio del denaro. Dato che queste proposte truffaldine arrivano via social, la polizia consiglia di entrare nelle impostazioni di privacy delle App di messaggistica e, all'opzione "chi può aggiungermi ai gruppi", selezionare "i miei contatti": in questo modo si evita di essere inseriti in chat indesiderate.