TRENTO. "Ci risiamo. Le consigliere e i consiglieri regionali incassano un altro ricco bonifico, grazie all'ultima tranche di arretrati legati all'aggancio tra le loro indennità e il rinnovo del contratto dei dipendenti regionali. Sono cifre inimmaginabili per qualsiasi dipendente, a prescindere dal contratto. Così si offendono lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati che fanno i salti mortali per fare i conti con l'aumento del costo della vita".

I sindacati Cgil Cisl e Uil commentano con un duro comunicato l'ultimo bonifico arrivato ai consiglieri del Trentino e dell'Alto Adige: 13.400 euro lordi di aumenti arretrati relativi al 2024. Cifra che si aggiunge ai 19.116 euro arrivati a marzo. "È sconcertante che l'Aula non abbia sentito il bisogno di modificare questo sistema iniquo e distorto, cercando di cambiare la legge che regola le indennità regionali" continuano i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher.

Pur ribadendo l'opportunità e la necessità che vengano previste forme di remunerazione adeguata per chi si dedica ad amministrare la cosa pubblica, i sindacati non possono fare a meno di sottolineare che "si sta superando il limite". "Siamo di fronte ad un privilegio cercato, voluto e mantenuto. Così si dà una pessima immagine della politica e si alimenta la disaffezione dei cittadini". I tre segretari auspicano infine che "consiglieri e consigliere versino la somma ottenuta nel fondo regionale per le famiglie e l'occupazione".