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TRENTO. In Trentino, nel 2023, sono stati 537 gli arresti cardiaci soccorsi sul territorio, con 461 tentativi di rianimazione e 123 persone nelle quali è stata ripristinata la circolazione spontanea. Numeri che confermano l’importanza di intervenire rapidamente: nel 63% dei 463 casi analizzati, infatti, le manovre salvavita sono state avviate dai cittadini prima dell’arrivo dei soccorritori.
Dal 12 al 18 ottobre torna «Viva!», la settimana nazionale dedicata alla rianimazione cardiopolmonare, alla quale aderisce anche l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. Il momento centrale sarà venerdì 16 ottobre a Riva del Garda, dove circa 150 alunni delle quinte elementari parteciperanno a esercitazioni pratiche per imparare a riconoscere un’emergenza, chiamare il 112 ed eseguire le prime manovre.
La rete provinciale conta 537 defibrillatori mappati e collegati ai sistemi di Trentino Emergenza. È inoltre in fase di sviluppo RE.A.C.T, un’applicazione che permetterà di allertare le persone formate al primo soccorso presenti nelle vicinanze di un arresto cardiaco, anticipando l’intervento rispetto all’arrivo dell’ambulanza.
Fondamentale anche la preparazione del personale sanitario. Nel 2025 sono stati 3.093 i professionisti certificati o ricertificati, mentre nei primi nove mesi del 2026 circa 1.800 hanno partecipato alle attività formative. L’ospedale Santa Chiara di Trento rappresenta il centro provinciale di riferimento per il trattamento degli arresti cardiaci. Il messaggio della campagna è semplice: controllare, chiamare e comprimere può fare la differenza tra la vita e la morte.


