TRENTO. "Siamo sinceramente alla tragicommedia", denuncia il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale Alessio Manica. "L'assessore alla Salute ha dichiarato alla stampa di non sapere nulla delle dimissioni del suo braccio destro, che tra un mese e mezzo lascerà l'incarico". Una ammissione che solleva interrogativi profondi sulla gestione dei rapporti fiduciari e sulla capacità di controllo dell'amministrazione sanitaria provinciale.


"Il vertice amministrativo della sanità trentina, scelto dall'assessore e presentato come lo snodo per la riforma e rilancio della sanità trentina, dopo neanche dieci mesi se ne va serenamente altrove", prosegue Manica. Un addio che arriva in un momento delicato, quando le sfide sanitarie - dalle riforme annunciate alla questione liste d'attesa al nodo del personale - richiederebbero continuità e determinazione ai vertici.


"I segnali c'erano già stati nelle settimane scorse quando trapelava la notizia che il dirigente stava partecipando a concorsi in altre regioni", sottolinea il capogruppo dem. "Un aspetto curioso e contraddittorio per una figura che aveva assunto da meno di un anno un ruolo così importante e sfidante".


"Non si può che rimanere preoccupati - aggiunge Manica - non solo di fronte alle dichiarazioni dell'assessore e quindi l'ammissione di un rapporto fiduciario piuttosto fragile, ma anche di fronte al fatto che una carica di vertice possa permettersi di lasciare il proprio mandato con un mese e mezzo di preavviso meno di un collaboratore amministrativo. Con buona pace delle conseguenze sul sistema".


Il capogruppo del Pd si interroga poi sulle cause: "Questa fuga è solo frutto del percorso di carriera personale o conseguenza dell'impossibilità di esprimere fino in fondo le scelte che si dovrebbero fare nella sanità trentina?". Voci di corridoio parlano di tensioni con i vertici dell'azienda sanitaria, "scontri che in più di una stanza in questi mesi venivano raccontati".


"Ad un anno e mezzo dall'inizio della legislatura tra fughe di vertici, di personale, bandi stoppati e assenze di scelte forti la sanità continua nella sua situazione di grande difficoltà", conclude Manica. "Difficoltà che i Trentini provano tutti i giorni nell'accesso ai servizi fondamentali".