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TRENTO. L’affidamento al Consorzio Blu di Faenza della gestione degli interventi sanitari domiciliari in Trentino apre, secondo il Partito democratico del Trentino, una fase di forte preoccupazione. I consiglieri provinciali Paolo Zanella e Francesca Parolari parlano di «rischi gravissimi» dopo l’esito della gara d’appalto Asuit, definita «un punto di non ritorno preoccupante».
Per gli esponenti dem, l’aggiudicazione non rappresenta soltanto «una sconfitta per il sistema cooperativo locale», ma anche «un salto nel buio» per l’integrazione dei servizi e per la stabilità del personale. Il nodo, secondo Zanella e Parolari, riguarda il rapporto tra le cure domiciliari dell’Asuit e il Sad, il servizio di assistenza domiciliare erogato dalle Comunità di Valle.
Finora, sostengono i due consiglieri, la presa in carico era in qualche modo integrata: gli operatori impegnati nel Sad erano spesso gli stessi che seguivano la persona quando, con l’aggravarsi delle condizioni, passava alle cure domiciliari affidate alle cooperative trentine. Il nuovo assetto, secondo il Pd, rischia invece di produrre frammentazione a danno degli utenti, carenza di personale ed effetti anche sul sistema dei voucher.
Un ulteriore elemento di incertezza riguarda oltre 120 dipendenti, in gran parte donne, che secondo Zanella e Parolarivivono senza garanzie sul futuro contrattuale e professionale. «La Giunta deve spiegare perché ha scelto la strada della competizione invece di investire su un sistema integrato», affermano i consiglieri, chiedendo garanzie immediate sulla continuità assistenziale, sulla salvaguardia dei posti di lavoro e sulla tenuta complessiva dell’assistenza domiciliare.


