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TRENTO. Forte preoccupazione da parte di Fillea Cgil e Feneal Uil per l'ipotesi, anticipata dalla stampa, di una modifica alle regole degli appalti pubblici provinciali. Secondo quanto emerso, la Provincia di Trento starebbe valutando, nell'ambito della manovra di assestamento, il passaggio dal criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa a quello del minor prezzo.
«Comprendiamo e condividiamo le preoccupazioni già espresse dalle associazioni di categoria delle imprese edili», dichiarano il segretario generale della Fillea Cgil, Giampaolo Mastrogiuseppe, e Adnand Jovanidi, della segreteria della Feneal Uil Trentino Alto Adige.
Secondo i sindacati, se da un lato la modifica sarebbe motivata dalla volontà di semplificare le procedure, dall'altro rischierebbe di trasformare gli appalti in una competizione esclusivamente al ribasso. «Passare al minor prezzo significherebbe non avere alcuna garanzia sul risultato finale, sull'organizzazione del lavoro e sulla sicurezza. Sappiamo bene dove si tende a risparmiare quando si tratta di appalti nel settore dell'edilizia», affermano i due rappresentanti sindacali.
Nel mirino finiscono anche i continui subaffidamenti. Secondo Fillea Cgil e Feneal Uil, a ogni passaggio si riducono le tutele economiche e contrattuali dei lavoratori, con il rischio di favorire imprese improvvisate a discapito di aziende strutturate e affidabili.
Per i sindacati il rischio è quello di rivivere situazioni già emerse durante la stagione del Superbonus 110%, con imprese che praticano prezzi molto bassi ma che poi non riescono a completare le opere o a garantire il pagamento degli operai.
Giampaolo Mastrogiuseppe e Adnand Jovanidi respingono inoltre le ricostruzioni secondo cui la scelta sarebbe legata all'avvicinarsi delle elezioni, ma invitano comunque la Giunta provinciale a valutare attentamente le conseguenze dell'eventuale modifica. I sindacati collegano inoltre il tema alla richiesta, avanzata da tempo, di emanare un'ordinanza che sospenda il lavoro all'aperto quando le temperature superano i 35 gradi, misura che ritengono ancora necessaria per tutelare la salute dei lavoratori.
Al momento, concludono, non esiste ancora un testo ufficiale da esaminare. «Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma se questa proposta è davvero al vaglio della Giunta, confidiamo che l'esecutivo valuti con attenzione gli effetti della riforma e scelga di tornare sui propri passi».


