TRENTO. Anche quest'anno la pandemia mette a rischio i festeggiamenti di carnevale, che potrebbero non tenersi né nel capoluogo, né nei principali centri della provincia, compresi quelli noti per le partecipate e divertenti manifestazioni.

L'emergenza epidemiologica che caratterizza anche questo inverno, infatti, non consentirà di organizzare iniziative di grande richiamo, almeno secondo le regole in vigore attualmente, mentre le associazioni trentine che tradizionalmente si occupano di predisporre eventi e appuntamenti in maschera sono ferme nella paura di dover poi annullare tutto all'ultimo momento.

Anche nella città di Trento, almeno per il momento, non è in programma nessuna delle consuete iniziative del centro storico, tra cui la tradizionale sfilata dei carri allegorici e dei gruppi in maschera. «Per il momento non si è ancora fatto avanti nessuno - ci ha spiegato l'assessora alla cultura del Comune di Trento, Elisabetta Bozzarelli - e alcuni comitati storici hanno già annunciato l'intenzione di non organizzare nulla, per evitare di trovarsi a lavorare a vuoto. Purtroppo, se le condizioni rimarranno quelle attuali, non sarà possibile prevedere alcunché, tanto più che, fino al 31 marzo, c'è lo stato di emergenza. Sicuramente, come amministrazione, non promuoveremo direttamente alcun evento».

Anche alla Federazione trentina delle Pro Loco si sta valutando il da farsi, attendendo l'evolvere della pandemia e delle disposizioni governative e provinciali. Al momento, a quanto riferitoci, nessuna delle associazioni affiliate ha iniziato la programmazione di un appuntamento, mentre sono in corso le verifiche per capire se si potrà organizzare almeno le manifestazioni più consolidate e attese, garantendo il rispetto delle disposizioni contro la diffusione dei contagi. Ogni ragionamento, tuttavia, è stato rinviato al prossimo mese.

A Rovereto. Quando era ora di scendere in strada mascherati per la grande sfilata del Carnevale dei bambini di Rovereto l'unica preoccupazione era il meteo. Quest'anno però la pandemia ha di fatto stravolto tutti i piani e, nell'impossibilità di trovare una soluzione alternativa per far sfilare tante maschere, gli organizzatori hanno scelto di proporre qualcosa di diverso. Nei giorni scorsi il sindaco Francesco Valduga per la prima volta non ha accolto i protagonisti del «mini-carnevale» a Palazzo Pretorio ma è andato lui nella palestra delle scuole elementari Guella di Lizzana per l'insediamento del mini-esecutivo, rispettando i parametri di distanziamento contro la diffusione da Coronavirus.

Intanto sono in forse le tradizionali maccheronate della Vallagarina: niente festa a Borgo Sacco, niente sfilata a Lizzana, non si parla dei tradizionali carnevali di Mori e Volano.

Idem nel Basso Sarca dove con ogni probabilità non si terrà il Gran Carnevale di Arco, uno dei più antichi e famosi del Trentino. Tutti in stand-by aspettando l’evoplversi della pandemia, aspettando un miracolo...