ROVERETO. Saranno celebrati domani, martedì, il 26 settembre, alle 14 nel cimitero di Trento i funerali di Massimiliano Bincoletto (in foto) il 68enne ambulante morto a Verona dopo 14 giorni dal pestaggio subito in zona stadio. Con l'accusa di omicidio preterintenzionale è in carcere un cittadino georgiano. Bincoletto da qualche anno si era trasferito nella città scaligera ma a lungo aveva vissuto a Rovereto, alle Fucine, assieme alla sua famiglia. Oltre due decenni passati in riva al Leno e il suo volto era uno dei più noti al mercato del martedì dove, nel corso del tempo, aveva venduto magliette sportive, giocattoli ed infine abbigliamento per bambini.

Per lui, padre di due figli, Manuel che da tempo vive in Germania e Mirco che vive ancora in città, è stato scelto di celebrare il funerale al cimitero di Trento perché la sua attività di ambulante lo aveva portato a farsi conoscere ed apprezzare in diverse realtà del Trentino. Il nulla osta ai funerali è arrivato dalla procura di Verona solo dopo l'autopsia. Ci sono ancora molti lati oscuri sulla morte di quest'uomo e quindi i magistrati hanno disposto l'esame autoptico per poter raccogliere ogni tipo di informazione.

Autopsia che non ha ostacolato l'ultimo desiderio dell'uomo, rappresentato dal figlio Manuel, ossia quello di donare gli organi. L'aggressione a Massimiliano Bincoletto è avvenuta la sera del 25 agosto.

«È stato ucciso a botte, lo ha preso a calci e pugni in faccia», raccontava il figlio Manuel che con il padre aveva trascorso il compleanno solo pochi giorni prima. Lui ha potuto ricostruire le ultime ore di vita grazie ad un amico del padre che era con lui quella sera. «Loro due erano in zona stadio e stavano bevendo qualcosa al chiosco - ha spiegato Manuel Bincoletto - quando è arrivato un tizio. Hanno iniziato a chiacchierare con lui e lo hanno invitato al loro tavolo, un gesto gentile. Poi l'amico del papà si è allontanato per prendere un kebab. Sarà stato via cinque minuti e quando è tornato ha visto l'altro che colpiva ripetutamente con calci e pugni mio padre per poi scappare. A quel punto lui, l'amico, ha portato mio papà nel camper e quando lo ha lasciato dormiva. È tornato anche dopo qualche minuto e continuava a dormire».

La mattina seguente l'allarme è stato dato da un passante che ha visto riverso a terra, fuori dal camper, Massimiliano Bincoletto. «Forse era uscito per chiedere aiuto - ipotizza il figlio - ma non c'è riuscito. Aveva le testa rotta in più punti». Portato al Borgo Trento di Verona, il 68enne è morto dopo 14 giorni di agonia. La svolta nelle indagini a metà settembre con l'arresto di un georgiano di 29 anni senza fissa dimora che è stato rintracciato dai carabinieri in zona Mestre. Oltre al dolore che la morte di Bincoletto ha lasciato in quanti lo avevano conosciuto in Trentino, c'è il dolore dei veronesi che lo ricordano come una persona molto generosa e piena di allegria.