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TRENTO. È stata una vigilia di Natale amara per la famiglia degli alpini trentini che si sono radunati per piangere il loro alfiere sezionale, Maurizio Prighel, morto a 74 anni. Nel pomeriggio del 24 dicembre in centinaia hanno preso parte ai funerali, celebrati nella chiesa parrocchiale di Gardolo, per dare l'ultimo saluto all'alpino che si è spento a causa di un brutto male che lo ha portato via in poche settimane.
Personaggio molto conosciuto e apprezzato dalla comunità trentina, soprattutto nel sobborgo a nord della città dove era cresciuto, nel corso del tempo si era distinto lasciando un segno, non solo per l'importante ruolo all'interno della sezione trentina delle penne nere, ma anche per il suo attivismo nel mondo del volontariato e per i trascorsi sportivi di rilievo nell'ambito delle corse podistiche.
Prighel, ex tipografo, era stato un grande atleta, con una sconfinata passione per il podismo che lo aveva portato anche al Giro al Sas, oltre che su molte strade provinciali (nel sodalizio del G. S. Bazzanella Sport) fino ai tempi recenti del Covid, quando ebbe una brutta disavventura a causa di una persona che lo aggredì mentre si allenava sotto casa. La cerimonia, particolarmente sentita, ha visto moltissimi alpini e cittadini portare una testimonianza di affetto e stima per ricordare il loro amico, compagno e fratello, presenza «silenziosa» ma costante.
Presenti accanto al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, e all'assessora, Gianna Frizzera, molti ufficiali, sottufficiali e graduati in armi. Va ricordato infatti che negli ultimi dieci anni Prighel ha prestato il proprio tempo anche al Museo nazionale storico degli alpini sul Doss Trento, contribuendo con la sua opera a catalogare e scansionare le migliaia di libri presso la biblioteca. Tutti si sono stretti attorno alla moglie Elena e ai familiari.


