TRENTO. Aveva lavorato come animatore a Trento prima di tornare a casa, ai primi di settembre, Mena Istafanous, il 26enne arrestato per l’aggressione di domenica sera a un distributore di Reggio Emilia. Il giovane è accusato di tentato omicidio aggravato: avrebbe colpito una donna con un cacciavite e poi investito con l’auto due persone intervenute per aiutarla. I tre feriti sono ricoverati, ma nessuno è più in pericolo di vita.

Il periodo trascorso in Trentino emerge dal racconto del suo difensore, l’avvocato Franco Beretti. Il 26enne aveva trovato l’impiego dopo essersi rivolto, a luglio, a un centro di salute mentale della sua città. «Era tornato ora a casa ai primi di settembre sorridente, sereno», riferisce il legale. I familiari, aggiunge, avevano pensato che i suoi problemi fossero superati. Il lavoro a Trento non risulta collegato ai fatti su cui indaga la Procura reggiana.

L’aggressione è avvenuta intorno alle 19 nell’area di servizio di via Martiri di Cervarolo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, una donna di 66 anni è stata ferita all’addome mentre faceva rifornimento. Il 26enne sarebbe poi risalito in auto, investendo un uomo di 49 anni e una ragazza di 24 che si erano fermati a soccorrerla. La polizia sta esaminando le immagini delle telecamere e raccogliendo le testimonianze per ricostruire quei minuti.

Istafanous si trova nel carcere di Reggio Emilia in attesa dell’interrogatorio e dell’udienza di convalida. Il movente resta da chiarire. Gli inquirenti stanno approfondendo anche il suo percorso di cura e analizzeranno il cellulare sequestrato durante la perquisizione in casa. I genitori e la sorella, attraverso il difensore, si dicono «costernati e increduli» di fronte a quanto accaduto.