TRENTO. Ha fatto leva sulla "fame di alloggi" una coppia di truffatori che ha incassato centinaia di euro attraverso proposte on line di appartamenti in affitto. Alloggi che venivano descritti nei dettagli, con tanto di immagini allegate, ma che non erano sul mercato: si trattava di foto evidentemente prese sul web ed applicate ad annunci fasulli. Ieri la giudice Marta Schiavo ha condannato a un anno ciascuno i due imputati, una donna 43enne originaria della Sicilia ed un uomo 54enne nato in Puglia.

Per entrambi, che hanno già qualche precedente alle spalle, la pena non è sospesa. Vittime della truffa sono una donna e due uomini, provenienti dal Veneto e da Roma, alla ricerca di un alloggio a Trento per un lungo periodo. Se le proposte per un "affitto breve" abbondano, quelle con contratti tradizionali sono sempre più rare: per questo motivo le vittime, viste le offerte pubblicate su un noto sito di annunci (sito del tutto estraneo alla tuffa), hanno subito contattato il numero telefonico di riferimento e, dopo aver ricevuto per telefono i chiarimenti sull'immobile e le modalità di pagamento, hanno deciso di bloccare l'offerta versando una caparra.

A trarre in inganno gli interessati non sono state solo le immagini - belle e convincenti - degli appartamenti e la descrizione precisa della zona in cui si sarebbero trovati: il conto corrente sul quale versare i soldi era stato aperto proprio nella filiale di Trento di un istituto di credito e non in un'altra parte d'Italia. Ottenuti i soldi chiesti - da 200 a 300 euro a caparra - la coppia è "sparita": non ha più risposto alle telefonate e, in un caso, non si è presentata all'appuntamento per la visita della casa.

Due appartamenti proposti dai truffatori si sarebbero trovati vicino alla stazione e in via Moggioli, in Cristo Re; gli imputati sono finiti a processo anche per aver incassato denaro per un finto annuncio relativo ad un immobile a Torino. L'accusa che la procura ha mosso alla 43enne ed al complice di 54 anni è di aver pubblicato «fasulle offerte» di appartamenti arredati, «inducendo in errore» le persone, con l'aggravante della minorata difesa, ossia dell'utilizzo di annunci on line. La coppia è stata condannata per tre dei quattro episodi di truffa contestati: in una caso, relativo ad un finto annuncio per un alloggio a Bologna, la vittima ha deciso di ritirare la querela. Dall'Unione nazionale consumatori arrivano alcuni suggerimenti per evitare di cadere in trappola quando si cercano alloggi in città lontane dalla propria (dunque senza la possibilità di vedere di persona i locali).

È bene, innanzitutto, stare attenti quando il prezzo proposto è evidentemente basso o se le foto rasentano la perfezione (potrebbero essere prese da riviste di arredamento). Va letta molto bene la descrizione della zona in cui si trova l'appartamento, in modo da verificare attraverso una semplice ricerca su internet se i servizi che vengono illustrati (ad esempio la vicinanza alle fermate dei bus) siano reali. Attenzione anche alla cosiddetta "truffa del proprietario indaffarato": il sedicente gestore dell'immobile precisa subito che ci sono altre persone interessate all'alloggio e, proprio per questo, mette fretta e chiede un acconto immediato per bloccare l'offerta.