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TRENTO. Una svolta nella vicenda dell’inchiesta: stamattina il giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli, al Tribunale di Trento, ha revocato la misura degli arresti domiciliari alla sindaca di Riva del Garda Cristina Santi, predisponendo invece quella meno gravosa dell’obbligo di dimora all’interno del comune di Riva del Garda.
Una buona notizia per la sindaca e la sua avvocata, visto che Santi si è sempre proclamata innocente e si è presentata all’interrogatorio di garanzia disposta a testimoniare, dicendosi estranea alla vicenda e alle accuse.
Prima di lei, primo interrogatorio di garanzia davanti al gip di Trento per l'architetto Fabio Rossa, il quale a sua volta ha negato ogni addebito, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Sono i primi atti, per due dei nove indagati - in totale sono 77 le persone coinvolte - per cui la Procura di Trento ha chiesto gli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta su una presunta organizzazione che sarebbe stata in grado di condizionare appalti in Trentino Alto Adige. Gli altri interrogatori fra domani e lunedì.


