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TRENTO. Migliaia di documenti acquisiti e di file estrapolati da computer e cellulari. Oltre al sequestro di denaro contante. Prosegue il lavoro sull'inchiesta che ha portato a nove persone arrestate, tra cui la sindaca di Riva, Cristina Santi, e l'ex senatore Vittorio Fravezzi. Emerge il sostegno di Paolo Signoretti alle ultime elezioni di Riva. Per gli inquirenti c'è stata «un'infiltrazione silente e costante» dell'associazione d'affari all'interno del tessuto economico del Trentino e dell'Alto Adige.
Le perquisizioni sono terminate martedì notte al termine di una giornata convulsa che ha generato un vero e proprio terremoto nel mondo imprenditoriale e politico trentino e altoatesino. Come trapela, c'è stata «la massima collaborazione degli indagati». Sono 77 le persone finite nell' "Indagine Romeo" condotta dai carabinieri del Ros e dalla guardia di finanza e coordinata dalla Dda della Procura di Trento: amministratori pubblici, dirigenti, funzionari di enti locali e società partecipate, membri delle forze dell'ordine, professionisti e imprenditori. Per i nove indagati raggiunti da misure cautelari domiciliari iniziano domani gli interrogatori di garanzia.
I reati non sono "leggeri": a vario titolo associazione per delinquere, turbativa d'asta, finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, oltre a diversi reati contro la pubblica amministrazione, tra cui corruzione, induzione indebita, rivelazione di segreti d'ufficio e omissione di atti d'ufficio, violazioni delle norme tributarie legate all'emissione di fatture per operazioni inesistenti.
E il quadro che emerge dalle interecettazioni è inquietante.
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