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TRENTO. Affare fatto. In vista delle prossime elezioni politiche, il Partito democratico del Trentino, il Partito socialista italiano, l'Alleanza Verdi Sinistra, +Europa con Emma Bonino, Campobase e Azione-Italia Viva del Trentino hanno formalizzato la nascita dell'Alleanza democratica per l'autonomia.
Al contrario del quadro nazionale, dove Calenda e Renzi corrono in un «terzo polo» e attaccano ogni giorno il partito di Letta, in Trentino si è trovato l’accordo per «sistemare» la senatrice uscente Donatella Conzatti nel collegio di Rovereto.
I candidati - si legge nel testo dell'intesa - sono indicati di comune accordo, e ciascuna forza politica aderente rinuncia a presentare ulteriori candidature nei medesimi collegi. Gli eletti, poi, si impegnano per tutta la durata della 19/a legislatura a rapportarsi stabilmente con le forze politiche parti dell'accordo e con l'alleanza nel suo insieme, lavorando in stretta collaborazione con le altre forze autonomiste della Regione.
Per i collegi uninominali senatoriali del Trentino i candidati sono Pietro Patton per il Collegio senatoriale di Trento; Donatella Conzatti per il Collegio senatoriale di Rovereto; Michele Sartori per il Collegio senatoriale di Pergine Valsugana.
«Le nostre ragioni, i nostri obiettivi, per il Trentino e per l'Italia, sono largamente coincidenti. Il Trentino, la nostra Regione, la nostra Euregio sono tutt'uno con l'Europa. Come ci ha insegnato Degasperi, autonomia ed europeismo sono due facce della stessa, preziosa, medaglia. Non può esserci autonomia senza integrazione europea e il sovranismo, il nazionalismo, il populismo antieuropeo, che rappresentano l'identità profonda della destra, sono una prospettiva preoccupante e dannosa per l'Italia e la negazione dell'autonomia», si legge nel testo dell'intesa.
Intesa con non è piaciuta ad un altro alleato del «Campobase», cioè Futura, che ha lasciato la coalizione che sosterrà «dall’esterno».
Primo tempestivo commento, quello di Ugo Rossi, ex presidente della Provincia, che era uscito nei giorni scorsi dal movimento di Calenda denunciando «hanno fatto un pasticcio» per il mancato accordo nazionale con il PD.
«Bene sono contento che si sia fatto questo sforzo per un accordo in nome della specialità del nostro territorio che da ai trentini l'opportunità di esprimere un voto per l'Autonomia» dice oggi.


