TRENTOSi è spento ieri, 27 dicembre, dopo lunga malattia, Sergio Filosi, professore, già dirigente e per ben 26 anni, dell’Istituto superiore statale d’arte Alessandro Vittoria e dell’annessa scuola media d’arte Othmar Winkler, uomo di cultura che non lasciava indifferenti sia nell’approvazione che nel dissenso, che sempre e comunque sapeva far discutere, ragionare e pensare. A darne l’annuncio le sorelle Laura e Wanda, il cognato, i nipoti, i pronipoti e tanti parenti.


Le sue appassionate ed i suoi appassionati docenti, gli rivolgono pubblicamente l’augurio che ora possa “in modo nuovo e lieve, dedicarsi alla ricerca della Bellezza nella tua amata Poesia e nello studio dei testi musicali antichi”.


Poi ne tracciano un vivido ricordo: “Preside dell’Istituto Superiore Statale d’Atrte Alessandro Vittoria e della Scuola media d’Arte Winkler annessa del capoluogo della regione dal 1986 al 2010, assieme ad un nutrito e qualificato gruppo di appassionate ed appassionati docenti, sia delle materie artistiche che umanistico scientifiche, personale tecnico ed amministrativo, studentesse e studenti, genitori, che ha saputo motivare e coordinare al meglio, ha condotto la Scuola trentina a specializzazione artistica e nella complessa trasformazione da istituto di formazione di arte applicata professionalizzante a Liceo Artistico.


Sfruttando al meglio l’entusiasmante stagione delle sperimentazioni libere ed assistite, che ha preceduto la Riforma Nazionale della scuola superiore, ha anticipato l’utilità di una formazione che alterna esperienze lavorative allo studio teorico, mediante l’esercizio assiduo di allestimenti di mostre ed esposizioni, poi eventi e spettacoli teatrali in regione ed anche all’estero, la collaborazione con Istituti di Ricerca e Cultura, l’Università oltre ad interventi diretti sul territorio.


Questa pedagogia che spesso affianca lo studente al docente, ha facilitato il superamento del concetto di arte maggiore ed arte decorativa o applicata, facendo del Vittoria un laboratorio di ricerca e produzione estetica trasversale al passo coi tempi, già con la Maxisperimentazione del Design e della Visual Art, anticipando anche in questo la riforma nazionale.


La naturale evoluzione è stata perciò l’unione del nuovo Liceo Artistioco Vittoria col Liceo Musicale Bonporti e con l’ideazione del nuovo percorso di Liceo della Danza. Anche nelle sperimentazioni apparentemente più distanti dal mondo dell’arte, Sergio ha saputo cogliere le opportunità di rinnovamento ed attualizzazione di una pedagogia che univa la teoria alla prassi, sfruttando al meglio l’eredità dei laboratori artistici della scuola d’arte. L’Istituto è stato tra l’altro la prima scuola trentina ad aderire al Piano Nazionale per l’informatica, che ha introdotto poi l’uso del computer nella Progettazione ed ideazione artistica: anche la convinta adesione data alla prosecuzione in ambito superiore dell’esperienza di integrazione degli alunni diversamente abili e poi di quelli con bisogni educativi speciali ha dato frutti significativi.


Due rimpianti per chi assieme a Sergio Filosi ha creduto e si è impegnato in questo modello di educazione artistica totale sull’esempio del Bauhaus di Walter Gropius: la mancanza dell’indirizzo di Recitazione ed un luogo – un’architettura, che come la nuova sede di Dessau di quella scuola, possa riunire ed ottimizzare questa fucina educativa speciale unica per il Trentino, dove chi la frequenta possa sviluppare l’esercizio della creatività al fine della realizzazione di quel dono speciale chiamato Bellezza, cioè quella armonica sintesi di Funzione, Tecnica, Estetica, che parafrasando Dostoevskij salverà il nostro mondo”.


Domani, lunedì 29 dicembre alle 16, i funerali nella chiesa di Sant’Apollinare a Trento, il giorno seguente, martedì 30 dicembre, alle ore 14 nella sua Praso.