TRENTO. È morto a 88 anni Adriano Caldonazzi, figura conosciuta a Trento per il suo lungo impegno nella ristorazione e per il legame profondo con il mondo del ciclismo e del mondo dei cori. Per decenni è stato il volto della Smorza di Romagnano, storico locale aperto nel 1965, ma anche una presenza costante accanto al Club Ciclistico Forti e Veloci, società alla quale ha dedicato tempo, sostegno e passione.

La sua storia è strettamente legata a quella della Smorza, diventata negli anni un punto di riferimento non soltanto per la clientela, ma anche per generazioni di sportivi. Il locale era infatti uno dei luoghi nei quali la passione per la bicicletta trovava spazio, tra racconti di corse, allenamenti e competizioni, in un rapporto che andava ben oltre quello tra gestore e clienti.

Caldonazzi aveva costruito un legame particolarmente forte con la Forti e Veloci, della quale era stato dirigente e sostenitore. Una vicinanza fatta di presenza e partecipazione alla vita della società, con particolare attenzione alla crescita dei giovani ciclisti.

Nel ricordo del club, il suo contributo viene associato ai valori che hanno accompagnato la sua esperienza: lavoro, sacrificio, passione, rispetto e senso di appartenenza. Un rapporto che affondava le radici anche negli anni in cui il ciclismo trentino viveva appuntamenti capaci di coinvolgere intere comunità, come il Trofeo Baracchi.

La passione per le due ruote è diventata anche una storia di famiglia. I figli Giorgio e Claudio hanno continuato a essere parte della Forti e Veloci. Claudio, in particolare, ricopre da molti anni il ruolo di direttore sportivo della formazione Allievi, portando avanti quotidianamente il rapporto con i giovani atleti e con le loro famiglie.

È proprio nella continuità familiare che il club individua oggi una parte dell'eredità lasciata da Adriano. Una presenza che continuerà a essere riconoscibile sulle strade delle gare, nelle trasferte e nelle attività della società.