TRENTO. Il Trentino piange la morte di Renato Miori, scomparso l'altro giorno all'età di 93 anni, al termine di una vita dedicata alla medicina e all'impegno verso il prossimo, all'insegnamento clinico e alla famiglia, e soprattutto alla realizzazione del primo centro che ancora negli anni Settanta si impegnava nel dare assistenza ai tossicodipendenti.

«Lavoravamo quasi in clandestinità - ricorda l'amico di una vita Valerio Costa - a quel tempo si stava passando dalle droghe leggere, che si erano diffuse negli anni Sessanta, a quelle più pesanti e costose, che creavano dipendenza.

Il nostro era un tentativo di dare una risposta ad un problema emergente che distruggeva persone e famiglie.

Nel 1974, per la legge, il tossicodipendente era un delinquente e per chi si prendeva cura di lui scattava l'obbligo di denuncia: per il ragazzo arrivava l'arresto o il manicomio.

Avevo aperto un punto di riferimento e ascolto all'oratorio di San Pietro: solo grazie alla legge del 1975 è cambiata la situazione giuridica e, qualche anno dopo, è stato possibile utilizzare la ex tenuta degli Oss Mazzurana a Vigo Meano, passata di proprietà ai Frati, per aprire una comunità di recupero, il Centro Antidroga di Camparta, dove Renato Miori ha prestato la sua opera con impegno, entusiasmo e capacità per oltre 33 anni».

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