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A ricordarlo sono amministratori, giornalisti, sindacalisti e rappresentanti del territorio, tutti accomunati dall’immagine di una persona equilibrata, discreta e sempre disponibile al confronto. Per il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, Pedrotti “ha saputo raccontare il Trentino con serietà e rispetto, diventando un punto di riferimento anche nei passaggi più difficili”, interpretando “la comunicazione come un servizio alla comunità”.
Il presidente della Regione Arno Kompatscher ne ha sottolineato “l’equilibrio raro” e “la capacità di interpretare la comunicazione pubblica con profonda umanità”, mentre il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha voluto ricordarne “l’estrema gentilezza”, definendolo “il volto pubblico dell’Amministrazione provinciale” e il moderatore dei più importanti eventi istituzionali trentini.
Molto forte anche il ricordo del mondo della cooperazione. Il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Roberto Simoni ha parlato di “una qualità rara”, quella di “scegliere le parole con la cura di chi conosce il peso che possono avere”. Per la Cooperazione trentina, Pedrotti è stato “un professionista della comunicazione di rara sensibilità e umanità”, capace di unire competenza e rispetto delle persone.
Anche il sindacato confederale Cgil Cisl Uil ha voluto ricordare “un interlocutore disponibile e aperto”, sempre presente nei momenti più delicati vissuti dalla comunità, dalle raccolte fondi per le popolazioni colpite dalle calamità fino alle emergenze che hanno segnato il territorio trentino negli ultimi anni.
Dal Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige Südtirol arriva invece il ricordo del collega e del professionista che aveva contribuito alla costruzione del contratto del giornalista pubblico. Il segretario Rocco Cerone lo definisce “un uomo delle istituzioni che aveva a cuore il bene comune”, sottolineando il merito di aver creato all’interno della Provincia “una vera redazione giornalistica multimediale”.
Il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini parla di una scomparsa “dolorosa e triste”, ricordando “la competenza e il tratto umano” che Pedrotti sapeva trasmettere nel lavoro quotidiano. Parole simili a quelle del presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, che ne ha evidenziato “la costante correttezza” e “l’alta professionalità riconosciuta da colleghi e istituzioni”.
Il rettore Flavio Deflorian: "Nel suo lavoro di giornalista e moderatore ha saputo accompagnare tutti i momenti importanti del nostro territorio con professionalità, intelligenza e una innegabile capacità di gestire anche le situazioni più complesse, sempre con misura e umanità. Lo ricorderò come una persona autentica, disponibile e pronta a mettersi in gioco anche nei passaggi più difficili"
Chi lo ha conosciuto ricorda anche la sua presenza costante nei momenti più complessi vissuti dal Trentino. Dalla tempesta Vaia alla pandemia, fino alla tragedia della Marmolada, Pedrotti era diventato uno dei punti di riferimento dell’informazione istituzionale, sempre dietro le quinte ma capace di tenere insieme comunicazione, organizzazione e rapporto con i media.
Resta infine una frase che oggi molti colleghi stanno condividendo come il suo testamento professionale. “Se svolgiamo questo lavoro è perché lo abbiamo scelto: facciamolo con onestà, correttezza e attenzione”. Parole che sintetizzano il modo in cui Giampaolo Pedrotti ha interpretato il giornalismo e la comunicazione pubblica per tutta la sua vita professionale.


