MILANO. È morto all'età di 96 anni don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, realtà che dagli anni Ottanta rappresenta uno dei punti di riferimento italiani nell'accoglienza e nel recupero di giovani con dipendenze e situazioni di grave disagio. La notizia della scomparsa è stata confermata dalla stessa Fondazione. Don Mazzi si è spento nella sua storica casa all'interno del Parco Lambro, a Milano.

Per oltre quattro decenni è stato una delle figure più conosciute dell'impegno sociale italiano. Attraverso Exodus ha costruito una rete di comunità presenti in tutta Italia, promuovendo percorsi di recupero fondati sull'educazione, sulla responsabilità personale e sul reinserimento nella società. Alla base del suo metodo c'erano l'ascolto, la fiducia e la convinzione che ogni persona potesse ritrovare la propria strada.

Nato a Verona nel 1929 e ordinato sacerdote nel 1956, aveva approfondito gli studi in pedagogia, psicologia e psicoanalisi delle istituzioni. Dopo l'esperienza all'Opera Don Calabria, nel 1980 diede vita a Exodus, progetto destinato a crescere fino a diventare un modello riconosciuto a livello nazionale. Nel corso della sua vita è stato anche autore di numerosi libri, editorialista e volto televisivo e radiofonico, sempre impegnato sui temi dell'educazione, della famiglia e delle nuove fragilità.

Anche negli ultimi anni aveva continuato a seguire da vicino la sua comunità e a intervenire nel dibattito pubblico, richiamando l'attenzione sul disagio degli adolescenti e sull'importanza dell'educazione. Con la sua scomparsa si chiude una pagina importante del volontariato e dell'impegno sociale italiano: migliaia di giovani, grazie al suo lavoro e a quello delle comunità Exodus, hanno avuto l'opportunità di ricostruire la propria vita.