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STORO. «Non rassegnarsi al presente per costruire futuro». È l'appello lanciato dal presidente delle Acli Trentine Walter Nicoletti in occasione di Estate Insieme, la tradizionale festa dell'associazione che ogni anno viene ospitata in una diversa località della provincia. Per l'edizione 2026, nell'anno dell'80° delle Acli Trentine, è stata scelta Storo e come sede la Cooperativa Agri90. Alla giornata hanno preso parte circa 300 persone, affiancate da una cinquantina di volontari.
Al centro dell'intervento di Walter Nicoletti la necessità di costruire una nuova alleanza capace di rilanciare la comunità, la partecipazione e la responsabilità delle persone. «Ogni euro speso in armi viene tolto al futuro dei giovani», ha affermato il presidente, richiamando anche le parole del vescovo Lauro Tisi e sottolineando la necessità di sostenerne «l'impegno per la pace, la lotta alle diseguaglianze e per l'accoglienza degli stranieri».
Nicoletti ha richiamato anche il dibattito sul Cpr e più in generale sulle politiche di integrazione, sostenendo la necessità di difendere una società multietnica. Un impegno che, secondo il presidente delle Acli, deve coinvolgere maggiormente la società trentina e non lasciare isolata la voce critica del vescovo.
Altro tema centrale quello del modello di sviluppo. «Il Pil, il Prodotto interno lordo, non diventi l'unica ed esclusiva misura del benessere di una comunità», ha sottolineato Nicoletti, esprimendo apprezzamento per il documento Trentino 2024, in particolare per l'attenzione riservata alla centralità della persona e ai bisogni abitativi.
«L'Autonomia ha bisogno di qualità dello sviluppo, non di quantità, di partecipazione, di misure inclusive e soprattutto di integrazione e partecipazione. Le vere armi dello sviluppo sono la condivisione e la coesione sociale», ha aggiunto il presidente.
La scelta di Storo per l'edizione 2026 ha voluto valorizzare anche il rapporto delle Acli con la Valle del Chiese e con il mondo cooperativo. La Cooperativa Agri90 rappresenta infatti una realtà significativa per l'economia locale e per la cultura della cooperazione. Estate Insieme ha riunito soci e famiglie delle Acli, che in Trentino contano complessivamente circa 12 mila iscritti.
Prima dell'intervento di Walter Nicoletti sono arrivati i saluti del sindaco di Storo Nicola Zontini e dell'assessore e vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina. Ha quindi preso la parola Vigilio Giovanelli, presidente della Cooperativa Agri90, ricordando il legame storico tra le Acli e la Valle del Chiese.
Proprio a Vigilio Giovanelli le Acli hanno consegnato una targa di riconoscimento definendolo «vero erede di don Lorenzo Guetti». Nicoletti lo ha indicato come esempio «di come si può credere al ruolo pubblico inteso come atto di responsabilità e servizio per la comunità».
La giornata è proseguita con la messa celebrata da don Bernard Malasi, sacerdote keniota, e con il momento conviviale, nel quale non poteva mancare la tradizionale polenta carbonera. Spazio quindi a musica, balli, gara di briscola e numerose iniziative rivolte ai partecipanti.
Il programma prevedeva anche visite guidate alla Cooperativa Agri90, alla cascata del Travà e alla Centrale idroelettrica del torrente Palvico, oltre a passeggiate, pesca di beneficenza e altre attività. Un appuntamento pensato non soltanto come festa, ma anche come occasione di incontro, riflessione e costruzione di comunità.
Le Acli Trentine contano oggi 12 mila soci e 48 circoli distribuiti sul territorio. La rete comprende 14 sedi dei servizi Caf e Patronato, che registrano circa 200 mila contatti con l'utenza e gestiscono 80 mila dichiarazioni dei redditi. A queste si aggiungono i nove Centri di formazione professionale Enaip, frequentati da circa 2.100 studenti. Il prossimo appuntamento con Estate Insieme sarà nel 2027.
L’intervento di Nicoletti
Care amiche e cari amici delle Acli trentine, non vi ruberò molto tempo, ma ritengo necessario ringraziarvi per la vostra presenza, qua a Storo, nella sede della Cooperativa Agri Novanta. Siamo onorati di avervi fra noi e consentitemi di ringraziare i volontari e le volontarie che hanno accolto l’invito a dare una mano per rendere questa giornata gradevole: persone fra le quali ci sono pure i miei familiari (sempre presenti), e poi i “Polentèr” di Storo, gruppo che da decenni promuove la polenta di Storo in giro per l’Italia nelle feste popolari.
Mi preme raccontarvi dove sta la mia commozione. Sta nel rapporto, sia collettivo che mio personale, con le Acli. Ricordo quando ero sindaco di Storo, quindici anni fa, e abbiamo cominciato a progettare con le Acli la ristrutturazione di Casa Necolì, sulla via principale di Storo, per ricavarci appartamenti e uno spazio per i giovani imprenditori. Sempre pescando fra i ricordi personali, penso al bar del Circolo Acli che era attivo in via Garibaldi, la strada centrale di Storo.
E, dato che ci sono, torno con il ricordo a settant’anni fa, quando in Valle di Daone fervevano i grandi lavori per la costruzione delle dighe di Bissina e Boazzo e delle centrali idroelettriche. Erano tempi di enormi fatiche e di definitive trasformazioni paesaggistiche ed ambientali che avrebbero cambiato il volto della Valle di Daone.
Ebbene, a dare una mano agli operai che venivano da tutta Italia per guadagnare un pezzo di pane e soprattutto i soldi da spedire ogni mese alle famiglie lasciate in Calabria o in Basilicata, in Friuli e in Veneto, ci ha messo il proprio impegno anche l’Associazione delle Acli. Chi c’era, infatti, a fornire i servizi burocratici e gli aiuti logistici a malga Bissina? Le Acli, allora con Pierino Mantovani, al quale va un ricordo particolare perché arrivava da Bondone (un paese dell’estrema periferia) e si sarebbe stabilito in Valle di Daone per quasi sessant’anni, fino alla morte, con un ristorante. Ma partiva dallo spaccio delle Acli.
Non posso non citare il rapporto che abbiamo con il presidente della vostra Associazione, Walter Nicoletti, che ci onora della sua amicizia e con il quale ci lega uno stretto rapporto, sia personale che come Cooperativa Agri Novanta.
Sono ormai parecchi anni che non organizziamo una manifestazione se non chiamiamo Walter a coordinare: Festival della Polenta, Festa del Pane, presentazione dei libri, convegni vari.
È un rapporto che si allarga al suo ruolo giornalistico perché la conoscenza dei prodotti agricoli che Walter diffonde con le sue trasmissioni è fondamentale per far crescere l’attenzione nei confronti dei prodotti della nostra terra.
E quando parlo della nostra terra penso ad Agri Novanta, la Cooperativa che vi ospita oggi, nata trentacinque anni fa in una zona di agricoltura povera in cui tutti si illudevano che l’industria avrebbe salvato la nostra economia.
Che abbia dato un grande contributo è indiscutibile, ma le industrie (soprattutto le multinazionali) restano qui finché riescono a mungere, poi se ne vanno: lo hanno fatto in tante.
I produttori che vivono sulla terra di questa valle qui nascono e qui rimangono, perché qui trovano il tesoro della loro vita: la terra.
Prima di concludere consentitemi di ringraziare il Circolo Acli di Storo per il lavoro che svolge, il coro parrocchiale e il reverendo per aver rispettivamente accompagnato e celebrato la Santa Messa. Detto questo, vi ringrazio nuovamente e spero di riuscire ad accontentare le vostre esigenze.
Spero che ritorniate nelle vostre case dicendo: “Abbiamo passato una bella giornata e ci hanno offerto una accoglienza semplice, ma cordiale”. Questo è lo spirito nostro. Grazie di essere venuti fin qua.


