Non solo hanno occupato abusivamente un immobile, ma per settimane hanno usufruito di luce ed acqua gratis. Per questo tre ventenni romeni devono rispondere di furto di energia, di invasione e di deturpamento di un edificio pubblico. I tre amici, che hanno 20, 24 e 25 anni e risultavano essere in Italia senza fissa dimora, erano stati scoperti dai carabinieri all'interno dello stabile, assieme a due ragazze all'epoca minorenni. Accadeva nel marzo 2014 e ieri è iniziato il processo a loro carico.


Arrivati dalla Romania senza un lavoro e senza un tetto sotto cui stare, avrebbero cercato a lungo un posto in cui sistemarsi. L'alternativa a dormire all'addiaccio o a rifugiarsi sotto un ponte era di stare in aree dismesse come alcuni loro connazionali rom fanno da anni, all'ex Sloi e all'ex Carbochimica. Il gruppetto di giovani ha invece trovato una soluzione più comoda, confortevole e pure panoramica, in una zona esclusiva della città: nel verde ma a due passi dal centro, all'ex ospedalino. Una parte dell'edificio di via della Collina, che dal 2006 ospita la Rsa Angeli Custodi, dà su via Avancini: qui, al civico 22, sono entrati i romeni forzando la porta. Ma non si è trattato di un'occupazione occasionale: la loro intenzione era di occupare stabilmente quelle stanze. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione, trovando all'interno i tre maggiorenni con le due minorenni, i locali erano stati sistemati con mobili e cucina, come fosse una «vera» casa. In effetti in quei locali non mancava nulla, pur trattandosi di arredi di recupero: c'erano i letti con accanto gli effetti personali di ognuno degli occupanti abusivi, e in un altro locale il fornello da cucina e tutto l'occorrente per preparare i pasti ed imbandire la tavola. La luce era quasi in ogni stanza e per scaldarsi, date le temperature ancora basse, erano stati sistemati alcuni apparecchi elettrici.


In poco tempo avevano sistemato i locali con l'evidente intenzione di viverci a lungo, ma il via vai dei giovani da quella porta - che fa parte della struttura dell'ex ospedale pediatrico - non era passato inosservato. Erano dunque intervenuti i carabinieri, contestando ai ragazzi l'occupazione dei locali. Ma i tre amici devono rispondere, oltre all'invasione di edificio pubblico, anche di furto aggravato in concorso di energia elettrica. Come i militari hanno scoperto, i romeni avevano forzato la porta della cabina di distribuzione dell'energia elettrica della Rsa e, nel rimuovere un contatore, avevano realizzato un collegamento abusivo. Con la corrente gratuita alimentavano i fornelli per cucinare, gli apparecchi per il riscaldamento e illuminavano le stanze.
I giovani romeni avevano trovato una soluzione anche alla mancanza di una rete idrica funzionante: prelevavano l'acqua a loro necessaria per cucinare e per lavarsi dagli idranti dell'impianto antincendio. Il processo, aperto ieri, è stato rinviato.