Il Comune di Trento - informazione di maggiore spicco appresa ieri durante la riunione del Consiglio - diventerà unico proprietario della vasta zona prativa, con annesse costruzioni di servizio, dell'ex aeroporto di Gardolo. Si tratta di una superficie di oltre mezzo milione di metri quadrati che verrà razionalmente utilizzata nel rispetto di un piano particolareggiato già allo studio dell'ufficio tecnico municipale.


L'acquisto dell'ex aeroporto di Gardolo è stato perfezionato nei giorni scorsi a Roma dal sindaco Edo Benedetti a conclusione di laboriosi contatti con la direzione generale del Demanio. L'operazione aveva avuto inizio parecchio tempo addietro, ma non  si era mai potuto addivenire a una accettabile soluzione in quanto le stime commissionante dal Demanio la rendevano, almeno per le possibilità del Comune di Trento, economicamente impossibile.


Ora invece si è giunti a un compromesso che lo stesso sindaco ha qualificato come «estremamente vantaggioso» per la comunità trentina. In sostanza il Comune acquisisce la proprietà di Gardolo cedendo superficie e attrezzature dell'aeroporto di Trento sud (che diventerà militare) con una differenza a carico di 93 milioni e mezzo. 

L'operazione è stata subito avallata dall'intero Consiglio comunale non appena il sindaco ha dato ampie informazioni in merito ai programmi immediati e futuri sulla zona dell'ex aeroporto. Si è appreso così che circa 180 mila metri di superficie verranno ceduti a breve scadenza all'amministrazione delle ferrovie dello Stato per la realizzazione di un nuovo, più efficiente e consono alle moderne necessità dei trasporti su rotaia, scalo merci.


La realizzazione dello scalo, ovviamente, comporta il trasferimento della ditta Laverda. Con i titolari dell'azienda sono già in corso trattative per la cessione di circa 100 mila metri quadrati di superficie (la metà a titolo gratuito) nella zona industriale a nord della città.


L’altra parte dell'ex aeroporto dovrà essere destinata (sempre con i criteri del citato piano particolareaggiato) alla realizzazione della progettata zona autoportuale che avrà caratteristiche internazionali e pertanto idonea a tutte le operazioni di dogana. La realizzazione - un tempo contrastata - dell'aeroporto di Trento sud ha dunque assolto in pieno alle sue molteplici funzioni: incrementare l'attività dell'aviazione civile con un ambiente operativo migliore privo cioè delle ben note periodiche turbolenze del vecchio aeroporto; la sua esistenza ha consentito oggi la permuta che rende possibile al Comune la proprietà, particolarmente pregiata data l'ubicazione e la prevista destinazione, del gran prato di Gardolo.