TRENTO. «Una pagina web e un modulo online non bastano a fare prevenzione sul territorio, specialmente se gli enti locali sono lasciati all’oscuro di tutto». Parte da questa critica l’intervento della consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari, che ha presentato una nuova interrogazione sulla campagna gratuita di misurazione del gas radon promossa dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA).

Il radon, gas radioattivo di origine naturale, è classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di tabacco. La Provincia, con la delibera n. 716 del 15 maggio, ha individuato le aree prioritarie a rischio e ha inserito 115 Comuni tra quelli da approfondire per la carenza di dati disponibili. Contestualmente è stata avviata una campagna che mette a disposizione kit gratuiti per effettuare le misurazioni nelle abitazioni.

«A seguito di una mia precedente richiesta di chiarimenti, l’assessora Zanotelli ha risposto che APPA ha adempiuto al proprio dovere pubblicando un modulo per la raccolta delle candidature sul proprio sito internet. Una risposta fortemente inconsistente e lacunosa», afferma Francesca Parolari. Secondo la consigliera, «il problema reale è che questa importante campagna pare sia partita nella totale assenza di comunicazioni dirette e formali alle amministrazioni comunali interessate».

L’esponente del PD sottolinea inoltre che «ad oggi ai sindaci interessati non risulta pervenuto alcun materiale informativo né alcuna comunicazione ufficiale da parte di APPA» e che, di conseguenza, «la quasi totalità dei cittadini e degli stessi amministratori locali ignora completamente l’esistenza di questa opportunità di monitoraggio gratuito». Nell’interrogazione viene ricordato anche come il Consiglio delle Autonomie Locali avesse manifestato la disponibilità a collaborare alla diffusione delle informazioni. Per questo Parolari chiede alla Giunta se intenda «accogliere la disponibilità del Cal per avviare una tempestiva campagna informativa» e se ritenga necessario organizzare «una vera e propria campagna pubblica di sensibilizzazione» sul rischio radon in tutto il territorio provinciale.