TRENTO. Oltre 3,2 miliardi di euro di investimenti distribuiti su 470 interventi in tutto il territorio provinciale. È il quadro delle opere pubbliche in Trentino illustrato dal presidente Maurizio Fugatti durante l’assemblea dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Trento, dove è stato fatto il punto sul programma infrastrutturale e sulle prospettive di sviluppo del territorio.

Il presidente ha annunciato l’intenzione della Provincia di destinare ulteriori 100 milioni di euro all’edilizia scolastica, mentre nuove risorse per le infrastrutture saranno definite con il prossimo assestamento di bilancio. «Gli investimenti pubblici generano sviluppo, occupazione e sostengono la crescita economica del territorio», ha sottolineato Fugatti, ricordando come il bilancio provinciale abbia ormai superato i sei miliardi di euro.

Nel dettaglio, il piano comprende 253 opere stradali per oltre 2,12 miliardi di euro, 59 interventi scolastici per quasi 374 milioni, 80 opere di edilizia pubblica per oltre 357 milioni, 31 interventi ambientali per circa 192 milioni e 47 piste ciclabili per 167 milioni di euro. Tra i cantieri più rilevanti figurano la variante di Ponte Arche (154,6 milioni), il collegamento Passo San Giovanni-Cretaccio (151,6 milioni), la variante di Torbole (150,3 milioni), quella di Campitello-Canazei (142 milioni), la variante di Pinzolo (118 milioni) e quella di Cles (92 milioni).

Il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e trasporti Luciano Martorano ha evidenziato che sono 34 le opere superiori ai 25 milioni di euro, per un valore complessivo di 1,93 miliardi. A queste si aggiunge il nuovo Polo ospedaliero universitario del Trentino, che da solo vale circa 900 milioni di euro. Sul fronte dell’edilizia pubblica proseguono inoltre gli interventi per il nuovo Polo giudiziario di Trento, la riqualificazione della caserma Damiano Chiesa, della caserma Pizzolato, oltre ai progetti per il Liceo Maffei di Riva del Garda, il nuovo ITT Marconi di Rovereto e il nuovo istituto Pertini di Trento.

Nel settore ambientale spiccano infine i 39 milioni destinati alla bonifica del lotto 1 della Maza e i 32,5 milioni per le rogge demaniali del SIN di Trento Nord. Secondo la Provincia, il programma rappresenta una delle principali leve di sviluppo del territorio per i prossimi anni, con ricadute su mobilità, servizi e competitività del sistema trentino.