Il dibattito

Carenze formative, ostruzionismo in Consiglio provinciale sul ddl scuola di Degasperi

Il confronto si è allargato ai temi della dispersione scolastica, del disagio giovanile, del rapporto tra scuola e lavoro e del ruolo della scuola pubblica nel sistema trentino

TRENTO. Pomeriggio di confronto serrato in Consiglio provinciale sul disegno di legge del consigliere Filippo Degasperi in materia di crediti e carenze formative. Il dibattito, accompagnato da un acceso ostruzionismo, si è rapidamente trasformato in una riflessione più ampia sul futuro della scuola trentina, tra richiami all’inclusione, alla qualità degli apprendimenti, al disagio giovanile e al rapporto tra istruzione e mondo del lavoro.

Nel corso della discussione sono intervenuti diversi consiglieri di maggioranza e opposizione, mettendo in evidenza sensibilità differenti ma anche alcuni punti condivisi sulla necessità di aggiornare il sistema scolastico provinciale. Lucia Coppola ha ribadito che “la scuola non è un parcheggio verso il lavoro”, criticando il peso eccessivo dell’alternanza scuola-lavoro e chiedendo maggiori strumenti di recupero a carico degli istituti e non delle famiglie. Paola Demagri ha invece richiamato il cambiamento sociale vissuto dalle nuove generazioni, sostenendo che “riformare la scuola è un atto di cura verso il futuro” e che il sistema educativo debba restare connesso alla realtà dei ragazzi.

Molto critico il richiamo di Chiara Maule, secondo cui la scuola deve diventare “officina di umanità” e non limitarsi alla trasmissione di nozioni. La consigliera di Campobase ha insistito sul pensiero critico, sulla gestione delle emozioni e sulla necessità di aiutare gli studenti a orientarsi tra social network, fake news e intelligenza artificiale. Sul tema del “diritto al fallimento” è intervenuto anche Andrea de Bertolini, che ha difeso il valore educativo della valutazione e la necessità di percorsi concreti di recupero delle carenze, evitando che le difficoltà scolastiche si trasformino in esclusione sociale.

Nel dibattito sono emerse anche le preoccupazioni sul metodo seguito nelle riforme scolastiche. Francesca Parolari ha parlato di un forte clima di tensione nel mondo della scuola, sostenendo che le riforme non possano essere “calate dall’alto” senza un reale coinvolgimento di insegnanti e personale scolastico. La consigliera ha richiamato inoltre il problema del precariato, dell’aumento degli studenti fragili e della necessità di maggiori investimenti nel personale educativo. In chiusura Filippo Degasperi ha difeso il proprio ddl, respingendo le accuse di voler tornare alle bocciature e sostenendo di avere sempre chiesto un confronto unitario con il ddl della Giunta. Secondo il consigliere di Onda, negli ultimi anni il sistema scolastico avrebbe progressivamente indebolito il livello degli apprendimenti, come dimostrerebbero anche i dati Invalsi.

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