Applausi del mondo economico trentino per lo stop alle false recensioni
Arriva da Roma l’ok alla legge che disciplina le valutazioni online dei servizi. Una normativa attesa da imprese e ristoratori. Nel 2024 l’8,6% dei commenti pubblicati era falso. Molti coloro che acquistavano o cedevano pacchetti di «apprezzamenti»
TRENTO. «Una significativa presa di posizione contro quelle pratiche scorrette che danneggiano il tessuto imprenditoriale ed economico». Così la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha accolto l'approvazione del disegno di legge che disciplina a livello nazionale la lotta alle false recensioni nell'ambito delle imprese, della ristorazione e di tutte le strutture del settore turistico. Una normativa attesa da tempo (basti pensare che secondo Tripadvisor solo nel 2024 ben l' 8,6% delle recensioni pubblicate online è risultato falso), e che anche in Trentino, per le associazioni di categoria del territorio, rappresenta un «importante tutela».
Nello specifico la normativa, come illustrato dal presidente dell'associazione Trentino Appartamenti affiliata a Confcommercio Maurizio Osti, stabilisce dei requisiti precisi affinché una recensione pubblicata online possa essere considerata legittima. Tra questi il commento deve essere rilasciato entro trenta giorni dall'utilizzo del prodotto o dalla fruizione del servizio e deve provenire da chi ha effettivamente e personalmente utilizzato la prestazione, pena la considerazione illecita della recensione. La stessa deve inoltre riferirsi alla tipologia del prodotto o alle caratteristiche della struttura che lo offre e non può essere il risultato di sconti, benefici o altre utilità promesse dal fornitore.
Il testo normativo introduce anche un elemento di verifica: la recensione si presume autentica se accompagnata dalla relativa documentazione fiscale. Viene inoltre introdotto un limite temporale (una recensione dopo due anni non è più considerata lecita) e si attribuisce al legale rappresentante della struttura recensita la possibilità di segnalare i commenti che non rispettano i requisiti di liceità previsti dalla normativa. Un passaggio centrale riguarda poi anche il divieto di acquisto e cessione di recensioni online, apprezzamenti o interazioni, a qualsiasi titolo. Il testo prevede inoltre che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, in raccordo con il ministero del Turismo e altri soggetti istituzionali, adotti specifiche linee guida per orientare le imprese nell'adozione di strumenti idonei a garantire la correttezza delle recensioni online e che le associazioni rappresentative delle imprese turistiche possano chiedere il riconoscimento della qualifica di segnalatore attendibile. E Osti non nasconde la soddisfazione: «La nostra nazione è stata la prima in Europa, ad introdurre questa norma su una tematica di stretta attualità sulla quale era necessario e doveroso intervenire».
Ma non solo il settore immobiliare. A salutare positivamente la normativa anche i rappresentanti delle attività locali e della ristorazione: «Sappiamo molto bene quanto possono fare male delle false recensioni - ha commentato Fabia Roman, Presidente dell'Associazione Pubblici Esercizi del Trentino - e siamo felici che sia andata in porto la legge». «Non possiamo che manifestare soddisfazione per una norma che garantisce trasparenza tra clienti e ristoratori- ha commentato anche Marco Fontanari, presidente dell'Associazione Ristoratori del Trentino -. Ci sono state situazioni poco trasparenti e veritiere in passato con addirittura pacchetti di recensioni false acquistate». Soddisfazione anche da Massimiliano Peterlana, vicepresidente di Confesercenti del Trentino: «La normativa - ha ribadito - rappresenta un passaggio storico contro il fenomeno delle false recensioni online, una pratica sempre più diffusa che negli ultimi anni ha arrecato gravi danni alla reputazione delle imprese, alterando la concorrenza e ingannando i consumatori, con un grave danno per le attività». Più cauto il commento di Giovanni Battaiola, presidente di Asat: «Siamo contrari alle false recensioni e questo è un primo passo verso la regolamentazione. Tuttavia rimane un nodo: Chi controllerà?».