Dibattito universitario, l'Università di Trento si conferma campione d'Italia: a vincere è il team "Trentingrani 2.0"
La squadra “Trentingrani 2.0”, composta dagli studenti di Giurisprudenza Carlo Mascherpa, Anna Sorrentino e Gabriele Beschi, ha vinto il Campionato Italiano Giovanile di Debate. Mascherpa premiato anche come secondo miglior speaker del torneo
TRENTO. L’Università di Trento si conferma protagonista nel dibattito agonistico universitario. La squadra “Trentingrani 2.0”, composta da Carlo Mascherpa, Anna Sorrentino e Gabriele Beschi, ha conquistato il primo posto nel Campionato Italiano Giovanile di Debate (CIGD), difendendo il titolo già ottenuto lo scorso anno.
La competizione è stata organizzata dalla Tridentum Debating Society, presieduta da Marta Citriniti, in collaborazione con la Società Nazionale Debate Italia (SN-DI). L’iniziativa ha potuto contare sul sostegno della Provincia autonoma di Trento, dell’Ufficio politiche giovanili del Comune di Trento, del Tavolo delle Associazioni Universitarie Trentine (TAUT) e della Fondazione Caritro.
Nella squadra da sottolineare anche il ruolo chiave di Anna Sorrentino, 23 anni, studentessa di Giurisprudenza al quinto anno, e Gabriele Beschi, iscritto al secondo anno dello stesso corso di laurea. A distinguersi individualmente anche Carlo Mascherpa, studente di Giurisprudenza di 22 anni al quarto anno, che ha ottenuto il premio come secondo miglior speaker del torneo.
Il torneo ha coinvolto 28 squadre provenienti da università e associazioni di dibattito di tutta Italia.
Dopo una prima fase a girone unico svolta in modalità asincrona, le semifinali e la finale si sono tenute in presenza il 7 marzo 2026 nella sede della Fondazione Caritro a Trento.
La competizione si è svolta secondo il British Parliamentary model, formato che prevede il confronto tra quattro squadre alla volta – due a favore e due contrarie alla mozione – sorteggiate poco prima della gara. Anche il tema del dibattito viene comunicato ai partecipanti solo 15 minuti prima dell’inizio.
La mozione discussa nella finale riguardava un tema etico e scientifico di grande attualità: il divieto della sperimentazione genetica finalizzata al potenziamento umano. La squadra trentina è riuscita a imporsi su questo terreno, confermando il proprio livello nel panorama nazionale del debate universitario.