Auto: la 100.000 è vicina

28 febbraio 1968 – Notevole incremento della motorizzazione in Trentino

Stiamo ormai arrivando alla targa 100.000. Per il Trentino è anche questo un traguardo significativo che, per certi aspetti, conferma i sintomi di ripresa economica che si concreta un po’ in tutti i settori. L’incremento della motorizzazione infatti è tra i primi indici da considerare per dare un giudizio sulla situazione economica di una terra. E tale indice è per noi veramente positivo.

Nel campo della circolazione il Trentino è stato tra le ultime province a mettersi in linea con la percentuale media nazionale, ma in breve tempo ha riguadagnato gli spazi e si trova ora su un notevole livello nella sfera delle statistiche relative all’Italia centro settentrionale.

Da cinque anni a questa parte, come ha avuto modo di dichiarare lo stesso direttore dell’Automobile club di Trento, dott. Sciso, si è avuto infatti un incremento nelle autovetture circolanti del 93,46%, vale a dire il raddoppio della quota del 1963. L’incremento annuo medio, dal ’63 a oggi, è del 21,05%; considerando all’inizio del quinquennio l’indice del 33,25% e quello del 17,98% riferito all’anno scorso.

La massima espansione si è avuta, da noi come altrove, al tempo del boom italiano. Poi si è entrati nella fase decrescente, peraltro già superata e che ci trova oggi, anche nel campo della motorizzazione, su un piano di graduale e costante aumento.

Vi sono oggi in circolazione poco più di 55 mila autovetture (erano 28.301 nel 1963), che territorialmente sono sparse secondo le seguenti cifre: circa 17.500 nel capoluogo, 4.576 nella zona di Rovereto, 1.819 in quella di Riva del Garda e il rimanente negli altri centri del Trentino.

Il parco automobilistico pesante, che in passato aveva quasi sempre segnato sintomi di regressione, l’anno scorso ha pure indicato cifre d’incremento toccando quota 4.800 autocarri già giunta oggi a 5.184 unità di carico.

I mezzi di ogni tipo e portata in circolazione alla fine del 1967 erano 91.970 così suddivisi: 54.753 autovetture, 115 autobus (cui se ne aggiungono altri 233 con immatricolazione particolare), 17.093 motocicli, 11.396 ciclomotori, 5.227 autocarri, 2.544 motocarri, 609 rimorchi.

Interessante è anche un confronto, rapido, alle «nuove immatricolazioni» che nel 1963 erano state 7.161 (più 75,68%), l’anno successivo 6.404 (meno 10,50%), nel 1965 avevano toccato le 6.307 unità (flessione dell’1,47 p.c.) aumentate poi nel 1966 di 7.579 veicoli nuovi (incremento del 20,16%) sino alla cifra di 9.044 verificatasi l’anno scorso e che ha portato un nuovo incremento pari al 19,32%.

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