Il lutto

Addio a Carla Grandi, prof e attivista. In prima linea per la Rete Radié Resch

Aveva compiuto 100 anni a settembre. Insegnante, ex consigliera regionale e anima della Rete Radié Resch, è stata una figura centrale dell’impegno sociale e politico locale

di Fulvio Gardumi

TRENTO. Appena sei mesi fa aveva festeggiato i 100 anni nella sua casa di via Zanella a Trento: ieri Carla Grandi, personalità di spicco nel mondo politico e culturale trentino, è morta all'ospedale S. Chiara di Trento dopo alcuni giorni di degenza, assistita dagli amici Carlo e Maria Fait e dai loro famigliari.

Nata a Tuenno nel 1925, Carla Grandi ha avuto una vita molto intensa e ha ricoperto ruoli importanti, tra cui quello di consigliera regionale nella legislatura 1964-1968 e quello di presidente diocesana della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Per alcuni anni ha anche lavorato a Roma nella formazione degli studenti organizzata dall'AC. Laureata in Lettere, Carla Grandi ha svolto la sua attività professionale come insegnante alle medie.Il suo impegno politico ha subito una profonda trasformazione negli anni '60, nel pieno fermento del Concilio e dei movimenti studenteschi e operai, quando Carla ha lasciato la militanza nella Dc ed è diventata collaboratrice del Manifesto.

Una scelta sofferta, che però lei ha sempre portato avanti con coerenza e convinzione, impegnandosi in movimenti ispirati alle novità conciliari e alle istanze nate dalla temperie storica e culturale del '68.Una delle sue attività di maggior durata, che l'ha vista in prima linea fino a pochi giorni fa, è stata quella legata alla Rete Radié Resch di Solidarietà Internazionale. L'associazione è stata fondata dal giornalista Ettore Masina nel 1964, all'epoca del viaggio di Papa Paolo VI in Terra Santa, quando la stampa internazionale aveva potuto conoscere da vicino l'estrema povertà del popolo palestinese. Là Masina aveva conosciuto un prete operaio francese, Paul Gauthier, che a Nazareth stava costruendo case per i palestinesi più poveri, molti dei quali vivevano ancora in grotte come quella in cui 2.000 anni prima era nato Gesù. Gauthier aveva proposto a Masina di creare una rete di amici che si autotassassero per finanziare quella iniziativa.

Nacque così la Rete, che prese il nome di una bambina palestinese, Radié Resch, morta di stenti in un tugurio mentre aspettava di entrare nella nuova casa realizzata anche con il sostegno della Rete.Carla Grandi è stata tra le prime ad aderire all'appello di Masina, e da allora è sempre stata una delle figure di riferimento dell'associazione, presente in varie città italiane e anche in Trentino, dove è stata costituita nel 1983 ed è tuttora attiva. Carla Grandi è stata l'autrice della prima monografia sulla storia dell'associazione, dal titolo "Radié Resch. Una storia di solidarietà", edito da Borla nel 1992, con prefazione di Ernesto Balducci.

In occasione del suo 100° compleanno, il sindaco di Trento Franco Ianeselli era andato a casa sua a farle gli auguri a nome della città. E non si era limitato agli auguri di rito, ma aveva potuto intavolare con la festeggiata una vivace discussione sui temi di più stretta attualità, che Carla seguiva costantemente leggendo tutti i giorni i quotidiani e informandosi su internet. Alla domanda su quale fosse il segreto per arrivare a 100 anni così lucidi, così agili mentalmente, così interessati al mondo, Carla aveva risposto: «Io ho la passione. E sono un'ottimista di natura». Ricordando quell'incontro, Ianeselli evidenzia in particolare che «Carla Grandi è stata per tutta la vita un'attivista sociale, fino all'ultimo in prima linea con la Rete Radié Resch di Solidarietà Internazionale impegnata dagli anni Sessanta negli aiuti al popolo palestinese». «La sua testimonianza appassionata, la sua esperienza di attivista, i suoi valori profondamente umani costituiscono un'eredità preziosa per la città» sottolinea Ianeselli. Il funerale si terrà martedì 3 marzo alle 15 nella chiesa di Santa Maria Maggiore.

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